Le avverse condizioni meteorologiche hanno fatto rinviare il lancio della missione numero sette della sinora fortunata serie di missioni lunari cinesi Chang’e. Secondo quanto riportato, l’intensificarsi della depressione tropicale Narra nel Golfo del Tonchino ha indotto l’agenzia spaziale cinese a posticipare in modo significativo il decollo di Chang’e 7.
Si tenterà in settembre, con la prossima finestra di lancio utile, ma non è escluso che si vada addirittura al 2027. “Le condizioni meteo non sono soddisfacenti e pertanto il suo lancio non potrà avvenire durante la finestra prevista quest’anno”, ha riferito l’agenzia di stampa statale Xinhua, citando l’Agenzia spaziale cinese.
Il lancio di Chang’e 7 era previsto per oggi, 24 agosto, dalla base di lancio di Wenchang, sull’isola di Hainan. Ma poi proprio a ovest dell’isola, ha iniziato a infuriare la tempesta Narra. I responsabili del lancio del razzo Lunga Marcia 5 hanno inizialmente posticipato il lancio di un giorno prima di arrivare alla decisione che anche la nuova data fosse inadatta. Al momento non è chiaro quando Chang’e 7 potrebbe partire per la Luna; le comunicazioni sull’argomento sono piuttosto vaghe, come nella tradizione spesso coperta da segretezza delle missioni cinesi.
La sonda robotica Chang’e 7 è il settimo veicolo automatico di un programma iniziato nel 2007 con la missione numero 1, che ha sempre fatto registrare successi (e qualche record), e che dovrà culminare con la prima missione circumlunare con a bordo astronauti, secondo i programmi nel 2029, e il primo allunaggio nel 2030.
Un pezzo made in Italy sulla sonda cinese
A bordo, Chang’e 7 ospita anche un apparato scientifico realizzato in Italia. La sonda, il cui nome deriva Chang’e, da quello della dea cinese della Luna, è formata da un satellite che dovrà orbitare attorno alla Luna, un modulo di atterraggio, un rover e una vasta gamma di esperimenti internazionali, tra cui un carico supportato dagli Stati Uniti.
La destinazione del modulo di allunaggio è il bordo del cratere Shackleton, nella regione del Polo Sud lunare, dove alcuni anni fa è stata confermata (da una sonda americana) la presenza di giacimenti di ghiaccio. “Gli scienziati di tutto il mondo credono che ci sia ghiaccio d’acqua sulla Luna”, ha affermato Ye Peijian, accademico dell’Accademia cinese delle scienze. “Ma nessuno ha ancora trovato e valutato completamente questa risorsa in modo definitivo. È meglio andare a verificarlo direttamente sul posto”.
I Laboratori Nazionali di Frascati dell’Infn (Istituto nazionale di fisica nucleare), partecipano alla missione con Inrri, un retroriflettore laser avanzato, progettato per il posizionamento e la navigazione di precisione sulla superficie lunare. Grazie ad esso sarà misurata con esattezza la distanza Terra-Luna. Lo scopo di queste misure è l’assistenza alle manovre di orientamento e rendez-vous tra veicoli spaziali attorno alla Luna. Inrri è stato sviluppato presso il Scf_Lab di Frascati, che già aveva collaborato alle precedenti missioni lunari cinesi Chang’e 5 e Chang’e 6.
Una missione ambiziosa
Dopo il lancio, la sonda Chang’e-7 trascorrerà diversi mesi in orbita attorno alla Luna prima di rilasciare il suo modulo di allunaggio. Secondo molti esperti e analisti spaziali, soprattutto statunitensi, Chang’e 7 stabilirà un nuovo punto di riferimento per le missioni scientifiche sulla Luna, ed è la missione lunare robotica più ambiziosa, completa e complessa mai tentata da qualsiasi nazione o ente.
Non a caso, Zhang Jingbo, portavoce dell’Agenzia spaziale cinese, ha affermato che la missione “sfrutterà appieno le competenze tecnologiche e l’esperienza pratica accumulate in decenni, senza risparmiare alcuno sforzo per raggiungere l’obiettivo del primo allunaggio cinese entro il 2030″. Quando atterrerà sulle sabbie seleniche, dal modulo di allunaggio verrà sganciato un Hopper, un particolare modulo progettato per “saltare” dalle zone illuminate dal Sole ai crateri in ombra alla ricerca di sacche di ghiaccio d’acqua. Il modulo di allunaggio di Chang’è 7 dispiegherà anche il primo sistema cinese di navigazione spaziale “a immagini di punti di riferimento”.