A RIMINI L’EXPO CONFERENCE DELLA SPACE ECONOMY

Un convegno di tre giorni con la presenza di aziende del settore, esperti e addetti ai lavori

by Antonio Lo Campo

Dal 23 al 25 settembre Rimini è stata la capitale italiana della space economy. Bex (Beyond Exploration Expo), e Ieg (Italian Exhibition Group) hanno organizzato un convegno alla Fiera della città romagnola, con la presenza di molte aziende del settore, esperti e addetti ai lavori, tra cui l’astronauta Walter Villadei, colonnello dell’Aeronautica militare italiana, pilota della missione Axiom-3 sulla Stazione spaziale internazionale nel 2024 e uno degli astronauti che hanno testato le tute-scafandro lunari che verranno utilizzate sulla Luna con le missioni Artemis e realizzate proprio da Axiom in collaborazione con l’italiana Prada. Villadei è stato l’Ambassador Astronaut dell’evento riminese.

“Piemonte e Lombardia regioni con maggiore presenza”

“Il Piemonte e più in generale le regioni del Nordovest sono state tra le regioni che hanno portato a Rimini più competenze legate allo spazio”, conferma Alessandra Astolfi, Global Exhibition Director Green & Technology division per Ieg Spa. “A Bex ci sono realtà torinesi come Thales Alenia Space, Argotec e Altec, insieme al Gruppo Reply, che a Torino ha il suo quartier generale e arriva con le sue società specializzate in dati satellitari, intelligenza artificiale e sistemi aerospaziali. La Lombardia è stata presente in molti stand, compreso quello del suo Distretto Aerospaziale, con D-Orbit e con il Politecnico di Milano, che presiede il nostro Comitato Tecnico Scientifico con il professor Giuseppe Sala”.

L’Italia è il sesto paese al mondo con valore space economy: 4,5 miliardi di fatturato nel 2024 e 15mila addetti che lavorano in 400 aziende. Il Piemonte presenta attualmente numeri importanti: “Secondo i dati di Confindustria, Lazio, Lombardia e Piemonte accolgono oltre l’80% degli addetti del segmento spaziale italiano”, spiega Astolfi. “Il settore si muove a una velocità mai vista prima, soprattutto nell’ultimo triennio. Per questo serve un’istituzione itinerante che riesca a raccogliere dati e proposte dall’intera catena del valore che, nei vari distretti italiani, acquisisce caratteristiche e peculiarità differenti. Non credo sia un lavoro semplice, soprattutto perché parliamo di un comparto che ha una componente di esplorazione significativamente più alta rispetto alle filiere terrestri. Negli ultimi anni sono arrivati strumenti nuovi, dalle risorse del Pnrr al Fondo per l’economia dello spazio istituito dalla legge del 2025, oltre a un quadro di regole nazionale che prima mancava”.

La casa dell’astronauta

Tra i progetti presentati, certamente la Casa dell’Astronauta è stata tra le aree più visitate dell’Expo, un percorso immersivo che racconta le condizioni necessarie per vivere, lavorare, nutrirsi e mantenersi in salute al di là della Terra. Il visitatore attraversa quattro aree, The Human Factor, The Wearable Habitat, The Mission Lab e The Orbital Harvest, affiancate dalla Think Lounge dedicata al confronto tra industria e ricerca.

The Wearable Habitat ha come protagonista Spacewear, con le tute realizzate per il volo suborbitale. “Quello che abbiamo visto alla Fiera di Rimini è un primo passo verso una nuova visione per la space economy”, ha commentato Maurizio Ermeti, presidente di Italian Exhibition Group. “Costruire Bex da zero non è stato semplice. Il know-how del gruppo, unito a quello dei partner che abbiamo scelto, si è integrato fin da questa prima edizione. Industria spaziale e industria terrestre insieme producono risultati che nessuna delle due otterrebbe da sola, ma finora si sono incontrate poco e quasi per caso. Il compito che ci siamo dati è creare una strategia di lungo periodo, in un appuntamento fisso”.

 Anche aziende non di settore

L’obiettivo del convegno era di creare nuove opportunità di business, favorendo il dialogo tra imprese, istituzioni, startup e centri di ricerca che sono interessati alla diversificazione, valorizzando il ruolo dello spazio come leva di innovazione e competitività per l’economia terreste e per le economie future extraterrestri.

Sul fronte della diversificazione industriale, il Comitato Tecnico Scientifico di Bex e l’Agenzia spaziale europea (Esa) hanno dedicato spazi alla manifattura avanzata per lo spazio, dalla certificazione dei componenti a terra alla loro fabbricazione in orbita, con gli interventi di esponenti del Ministero delle imprese e del made in Italy, enti di certificazione ed enti assicurativi.

Molti i settori “non spaziali” presenti in Fiera, che utilizzano tecnologie del settore. In ambito agrifood, il rapporto tra spazio e mondo agricolo vede Enea impegnata su Space&Urban Farming e Confagricoltura sul telerilevamento applicato alle coltivazioni.

L’area salute era affidata a due sessioni curate dal Cnr-Isof su fisiologia, benessere e farmaceutica. Spazio anche al tessile tecnico, con un approfondimento curato da Spacewear, sulle tute spaziali. Tra le imprese espositrici erano presenti nomi della filiera spaziale come Leonardo, Thales Alenia Space, Argotec, Altec, Planetek e D-Orbit, insieme ad aziende di altri settori industriali terrestri come Dallara, BTT Impianti, Legor e Gruppo Hera.

 La Legge Italiana sulle attività spaziali

Non sono mancati dibattiti sulla recente Legge Italiana per le attività e l’economia dello spazio: “È importante, ma non basta”, ci dice la Astolfi. “l fatto che l’Italia si sia dotata di una legge dedicata dice che lo spazio è ormai considerato un tema di interesse nazionale, all’ordine del giorno dell’agenda politica italiana. La norma approvata a giugno 2025 dà al Paese un quadro di regole che prima mancava, questo è fondamentale. Definisce chi autorizza e vigila sulle attività spaziali e mette in campo strumenti di sostegno pensati anche per le piccole e medie imprese e per le startup.  Per chi lavora nel settore è una base utile, perché rende più chiaro il contesto in cui pianificare e investire. Il quadro normativo, però, costituisce condizione necessaria ma non sufficiente per competere”.

 

 

 

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