La sonda New Horizons di nuovo operativa dopo un anno di letargo

by Antonio Lo Campo

Dopo un anno di “letargo spaziale”, e dopo tutta una serie di controlli e verifiche effettuati da terra, si è risvegliata ed è nuovamente operativa la sonda della Nasa New Horizons. Ora la navicella automatica lanciata il 19 gennaio 2006 da Cape Canaveral con un razzo vettore Atlas V, si trova a 9,5 miliardi di chilometri dalla Terra ed è pronta a iniziare a trasmettere i dati scientifici raccolti nella lontana fascia di Kuiper, ben oltre Plutone, che ha sorvolato dal 14 luglio 2015. Il risveglio è avvenuto il 23 giugno scorso, dopo 321 giorni di inattività programmata, ed è stato confermato il 7 luglio dal team di missione al Johns Hopkins Applied Physics Laboratory, e la Nasa lo ha comunicato ufficialmente il 10 luglio.

Durante tutto il periodo di ibernazione la sonda ha continuato a inviare un breve messaggio di stato ogni settimana, confermando che tutti i sistemi erano regolarmente operativi.

La modalità di ibernazione viene utilizzata durante le lunghe fasi di viaggio per ridurre il consumo di energia. In questo periodo la sonda lavora in autonomia e il centro di controllo interviene il minimo indispensabile, mentre alcuni strumenti continuano a raccogliere dati sull’ambiente spaziale e a conservarli nella memoria di bordo. “I responsabili del controllo missione del Johns Hopkins Applied Physics Laboratory (APL) di Laurel, nel Maryland, hanno confermato che New Horizons, agendo in base ai comandi memorizzati e trasmessi al suo computer principale nel luglio 2025, si è risvegliata in sicurezza da un periodo di ibernazione iniziato il 7 agosto 2025 – hanno comunicato i responsabili della missione. “Con la sonda ora a circa 9,5 miliardi di chilometri dalla Terra, i segnali radio che contenevano la conferma hanno impiegato 8 ore e 52 minuti per raggiungere il Centro operativo di missione dell’Apl tramite la stazione Deep Space Network della Nasa vicino a Madrid, in Spagna”. New Horizons inizia ora uno studio sull’idrogeno nell’eliosfera esterna, ovvero la regione di spazio influenzata dal flusso di particelle cariche che si propaga dal Sole, noto come vento solare. Fino ad oggi, solo le due sonde Voyager 1 e 2 della Nasa hanno attraversato questo confine, ma non essendo equipaggiate con gli stessi strumenti scientifici di New Horizons non possono effettuare misurazioni altrettanto precise. I dati che la sonda sta raccogliendo ai confini più remoti del Sistema solare sono i primi del loro genere, e potrebbero aiutare a comprendere cosa accade al confine tra la regione di influenza del Sole e lo spazio interstellare.

 

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