L’Editoriale di Walter Riva
Fin dal più lontano passato, le eclissi hanno alimentato il Mito (la prima delle “M”), per la paura che qualcuno o qualcosa potesse sottrarre la luce e il calore del Sole all’umanità. Nell’Antico Egitto si pensava che fosse il serpente Apopi, dio del caos e dell’oscurità, a inghiottire il disco di Ra (il Sole). Per i Vichinghi, i colpevoli erano i due lupi Sköll e Hati, che azzannavano il Sole e la Luna. Questi timori e i rituali loro correlati hanno poi ceduto il passo alla Misura (la seconda “M”), cioè alla capacità di poter comprendere questi fenomeni, al punto che oggi possiamo prevederne sia il loro verificarsi sia le località interessate da qui a qualche millennio. Questo è fantastico, perché le eclissi totali di Sole sono fra i fenomeni più affascinanti della natura e saperle prevedere ci permette di organizzarci per poterle osservare.
Laddove il Sole diventa nero, lo stupore riguarda tutti gli esseri viventi. All’approssimarsi della totalità, gli uccelli smettono di cantare, ogni rumore naturale o artificiale sembra placarsi, tutto sembra sospeso in un’attesa infinita, mentre la luce solare lascia il posto a un’illuminazione stranissima, che copre tutto l’orizzonte e che diminuisce fino a far comparire gli astri più luminosi attorno al Sole, diventato scuro, freddo, estraneo alla nostra esperienza. Pochi minuti ed ecco che, con un fragoroso bagliore di luce che filtra attraverso le valli lunari, la nostra stella torna al suo consueto giallo accecante. E l’entusiasmo è suggellato da un fragoroso applauso da parte di chi ha avuto la fortuna di assistere allo spettacolo. Un’eclisse è un fenomeno unificante che riguarda tutta l’umanità. Se ci si trova in una località interessata dalla fascia di totalità, non si può fare a meno di fermarsi a guardarla, come racconta Gabriele Salvatores nel film Amnèsia. E chi scrive di astronomia non può fare a meno di esaltarne il fascino e la spettacolarità. Ecco perché abbiamo deciso di realizzare questa pubblicazione speciale, con l’augurio che sia utile per assistere al fenomeno con una maggiore consapevolezza e per aiutare chi legge a viverlo e farlo proprio.
Ricordiamo che l’eclisse del 12 agosto 2026 sarà parziale in tutto il territorio italiano, anche se la Luna arriverà a coprire il 95% del disco solare in provincia di Imperia, quella più favorita. Si vedrà a pomeriggio inoltrato, molto bassa sull’orizzonte occidentale, con il Sole prossimo al tramonto. Che sparirà sotto l’orizzonte senza essere coperto del tutto dalla Luna, negandoci l’apice del fenomeno. I cacciatori di eclissi che si recheranno nei luoghi attraversati dalla totalità (la parte occidentale dell’Islanda e quasi tutta la Spagna) dovranno cercare un luogo il più aperto possibile a occidente, contando sull’assenza di nuvole e di foschie all’orizzonte, che potrebbero impedire l’osservazione. Sarebbe un vero peccato, anche se contro il Meteo avverso si può fare ben poco.
Rimane l’ultima “M”: la Meraviglia. Quella dell’osservare il Sole che si copre fino a diventare nero e che poi torna a splendere. La Meraviglia è così connaturata all’essere umano che nessuna paura o conoscenza potrà mai eliminarla del tutto.
Buona eclisse da tutta la redazione di Cosmo2050
Il Sommario
CIELO E TERRA
CHE COSA SONO LE ECLISSI?
di M. Costa e D. Zambonin
COVER STORY
SPETTACOLO NEL CIELO: UN’ESTATE CON LE ECLISSI
di W. Ferreri
ASTROFOTOGRAFIA
FOTOGRAFARE L’ECLISSE DI SOLE
di W. Ferreri
ASTRONOMIA E STORIA
LA PREVISIONE DELLE ECLISSI
di W. Riva
OSSERVAZIONI
LE PROSSIME ECLISSI
di P. Stroppa
TESTIMONIANZE
IL SOLE E LA LUNA SI METTONO IN SCENA
di E. Ricci
COSMO KID
LA LUNA NELL’OMBRA DELLA TERRA
di L. Citernesi
LE VOSTRE ECLISSI
LE FOTO DEI LETTORI
a cura di P. Stroppa
