I buchi neri supermassicci al centro delle galassie sono noti per la loro capacità di attrarre e inglobare quello che si trova nelle loro vicinanze. Non tutta la materia che vi cade dentro viene tuttavia divorata. Una parte viene espulsa nell’ambiente circostante: mentre il gas spiraleggia verso il buco nero, accelera fino a raggiungere velocità prossime a quella della luce; questo processo produce energia e pressione sufficienti a scagliare una parte del materiale verso l’esterno, sotto forma di potenti venti.
Sebbene si ritenga che questi deflussi di materia siano prodotti da tutti i buchi neri supermassicci, finora nessuno era riuscito a osservare venti attivi provenienti dal buco nero di circa quattro milioni di masse solari residente al centro della Via Lattea, Sagittarius A*.
Dopo oltre mezzo secolo dalla scoperta di Sgr A*, due astrofisici della Northwestern University sono finalmente riusciti nell’impresa. Utilizzando l’array di radiotelescopi Alma, i ricercatori hanno trovato la prova dell’esistenza di un vento attivo generato dal buco nero, aprendo una nuova finestra sui processi fisici che avvengono nel cuore della nostra Galassia.
Per ottenere questo risultato, Mark Gorski e Lena Murchikova hanno utilizzato i dati raccolti con Alma in cinque anni di osservazioni. La loro analisi ha fornito la mappa più dettagliata mai prodotta del gas molecolare freddo che circonda il buco nero.
L’immagine mostra il gas situato vicino a Sgr A*, a una distanza di circa 3 anni luce dal buco nero. Il punto bianco al centro indica la posizione di Sgr A*. In arancione sono mostrati i dati di Alma, che tracciano la distribuzione del gas molecolare freddo composto da monossido di carbonio; in blu i dati nei raggi X del Chandra X-ray Observatory.
Applicando una sofisticata tecnica di calibrazione, i ricercatori sono riusciti a ottenere un’immagine cento volte più profonda rispetto alle precedenti mappe della stessa regione. Questa elevata qualità ha permesso di rivelare una struttura mai osservata prima: un’enorme cavità a forma di cono, estesa alcuni anni luce e ampia circa 45 gradi, completamente svuotata del gas molecolare freddo che circonda l’area: l’impronta del vento caldo del super buco nero.
Questo risultato conferma dunque che il buco nero al centro della nostra Galassia non è un’eccezione alla regola. In base all’estensione degli effetti osservati su un vicino flusso di gas ionizzato, gli autori stimano che questo vento sia attivo da almeno 20mila anni. Sgr A* è comunque relativamente tranquillo rispetto ai buchi neri supermassicci al centro di altre galassie, offrendoci un’importante lezione sull’evoluzione di questi super buchi neri: sebbene siamo abituati a osservare nuclei galattici estremamente attivi e luminosi, ciò è vero soltanto per brevi fasi della loro esistenza.