IL WEBB SCRUTA NEL CAOS DI M82

La complessa struttura della galassia starburst nell’Orsa Maggiore indagata dal telescopio spaziale

by Piero Stroppa

A circa 12 milioni di anni luce dalla Terra, nella costellazione dell’Orsa Maggiore, si trova M82, conosciuta anche come “Galassia Sigaro” per la sua forma allungata. Questa galassia sta attraversando una fase estremamente intensa della propria evoluzione e il telescopio spaziale James Webb ha offerto la visione più dettagliata mai ottenuta del suo interno.

Grazie a 65 ore di osservazioni effettuate con la fotocamera nel vicino infrarosso NirCam, il Webb ha rivelato milioni di stelle e una struttura galattica molto più complessa di quanto si pensasse. Le nuove immagini permettono agli astronomi di studiare non soltanto l’aspetto attuale di M82, ma anche di ricostruirne la storia e comprendere i processi fisici che stanno trasformando questa galassia.

M82 è classificata come una galassia starburst, dato che è caratterizzata da un’intensa e violenta attività di formazione stellare. Al suo interno le stelle nascono a un ritmo circa dieci volte superiore rispetto a quello della Via Lattea. È una fase che durerà alcune centinaia di milioni di anni, tutto sommato una fase temporanea su scala cosmica.

Questa straordinaria attività potrebbe essere stata innescata dalla fusione con un’altra galassia, un evento capace di comprimere enormi quantità di gas e polveri e alimentare la nascita di nuove stelle.

Grazie allo sguardo penetrante del Webb

Uno degli ostacoli principali nello studio di M82 è l’enorme quantità di polvere presente al suo interno. Gli osservatori spaziali Hubble e Spitzer erano riusciti a osservare soltanto parte della sua struttura. Ora, Webb, grazie alla sua eccezionale sensibilità infrarossa, ha “attraversato” le dense nubi di polvere, osservando regioni finora nascoste.

Le immagini ottenute dal Webb contengono circa 16,5 milioni di stelle individuali, distribuite all’interno della galassia. Le osservazioni hanno evidenziato una struttura del disco galattico irregolare e asimmetrica. I due lati della galassia presentano estensioni differenti, un chiaro indizio delle violente interazioni gravitazionali che M82 ha subito nel corso della sua evoluzione.

L’intensa attività di formazione stellare produce enormi quantità di energia che vengono riversate nello spazio intergalattico. Sopra e sotto al disco galattico si estendono grandi flussi di materiale che trasportano gas ionizzato e polveri, contribuendo a modificare l’ambiente della galassia. Tra i materiali individuati figurano anche gli idrocarburi policiclici aromatici, minuscoli granuli di polvere che permettono agli astronomi di tracciare la materia presente nel mezzo interstellare.

In un unico oggetto celeste, dunque, è possibile osservare la nascita delle stelle, gli effetti delle fusioni galattiche e le interazioni tra gas, polveri e radiazione. Combinando i dati raccolti da Webb con quelli ottenuti da altri osservatori spaziali sarà possibile ricostruire con maggiore precisione il passato di M82 e risalire ai processi che hanno modellato molte altre galassie, compresa la Via Lattea.

Nella figura di apertura, l’immagine di M82 realizzata con i dati di Webb e Hubble che include le giovani stelle (blu-bianche), polvere (rosso-arancio) e idrogeno ionizzato (giallo). (Nasa, Esa, Csa, A. Smercina/STScI, Tufts, T. Williams/Università di Manchester, A. Pagan).

 

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