IL PRIMO ZUCCHERO INTERSTELLARE

Trovato l'eritrulosio in una nube molecolare vicina al centro della Via Lattea

by Piero Stroppa

Gli zuccheri sono biomolecole essenziali per la vita. Rappresentano la principale fonte di energia per le cellule del nostro organismo e costituiscono l’impalcatura del Dna e dell’Rna, le macromolecole responsabili dell’informazione genetica. Esperimenti di chimica prebiotica indicano che la loro sintesi nelle condizioni della Terra primordiale sarebbe stata poco efficiente. Per questo motivo, gli scienziati ipotizzano che almeno una parte di queste molecole possa essersi formata tra le stelle, per poi raggiungere la Terra “a bordo” di asteroidi e comete.

A sostegno di questa ipotesi c’è il ritrovamento in meteoriti e campioni asteroidali di ribosio, glucosio e altri monosaccaridi. Finora, però, mancava la scoperta di uno zucchero direttamente nel mezzo interstellare. Ora, quella prova è finalmente arrivata. L’eritrulosio (C4H8O4), uno zucchero presente nei lamponi, è stato trovato da un gruppo internazionale di ricercatori, guidato dal Centro de Astrobiología di Madrid, nella nube molecolare G+0.693-0.027, distante circa 27mila anni luce nei pressi del centro della Via Lattea e già nota per la sua straordinaria ricchezza di molecole organiche.

Per scoprire la molecola, i ricercatori hanno condotto indagini spettroscopiche utilizzando le antenne di due radiotelescopi spagnoli (Yebes e Iram). Un aspetto inatteso della scoperta è stata l’elevata abbondanza dello zucchero rispetto a molecole più semplici. Come ha fatto a derivare da queste molecole nello spazio?

Da esperimenti e simulazioni, i ricercatori hanno stabilito che l’eritrulosio sembra formarsi attraverso la combinazione di due radicali prodotti proprio da zuccheri più semplici quando vengono irradiati dai raggi cosmici all’interno dei ghiacci che rivestono i minuscoli granelli di polvere interstellare. Una volta sintetizzato sulla superficie dei granelli di polvere cosmica, l’eritrulosio verrebbe rilasciato nello spazio.

La nube molecolare G+0.693 è interessata da frequenti onde d’urto e collisioni tra nubi, fenomeni in grado di strappare il materiale ghiacciato che riveste i granelli di polvere. Così, lo zucchero passa nella fase gassosa, e può essere rivelato dai radiotelescopi.

Il “Grande bombardamento tardivo”, quando la Terra primordiale, tra 4,1 e 3,8 miliardi di anni fa è stata colpita da una grande quantità di asteroidi e comete, potrebbero aver depositato sul nostro pianeta fino a 50 milioni di tonnellate di eritrulosio. Una quantità enorme, che suggerisce come il mezzo interstellare possa rappresentare un serbatoio di molecole organiche prebiotiche, che vengono distribuite ai pianeti in formazione attraverso asteroidi e comete.

Il ritrovamento dell’eritrulosio rafforza il possibile collegamento tra la chimica che avviene nelle nubi molecolari e quella che, miliardi di anni fa, ha preparato il terreno per la comparsa della vita sulla Terra.

 

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