Scrivere un editoriale per una rivista cartacea è (quasi) sempre una scommessa contro il futuro. Perché occorre immaginare che ciò che è previsto per il mese successivo poi si verifichi veramente, senza intoppi o ritardi. Così, mi trovo a immaginare che quando leggerete questo numero, il nuovo telescopio spaziale dedicato a Nancy Roman, la “madrina” del telescopio spaziale Hubble e il cui lancio è previsto per il 30 agosto, sia davvero partito verso il punto lagrangiano L2, quel punto di equilibrio gravitazionale attorno a cui orbitano già altri strumenti, tra i quali il telescopio spaziale James Webb ed Euclid.
Il Nancy Roman Space Telescope è dotato di uno specchio di 2,4 metri di diametro – come lo specchio primario di Hubble – ma ha un campo visivo cento volte più ampio. È uno “specchio buono”, che promette di realizzare la più dettagliata mappa tridimensionale mai ottenuta della distribuzione della materia nell’Universo, osservando centinaia di milioni di galassie. C’è purtroppo anche uno “specchio cattivo” in questa estate: a inizio luglio la startup statunitense Reflect Orbital ha ottenuto dalla Commissione federale per le comunicazioni degli Usa (la Fcc, la stessa che ha autorizzato il programma Starlink di Elon Musk…) il permesso di testare il satellite dimostrativo Eärendil-1, dotato di un grande specchio riflettente di 18 metri di lato, in grado di illuminare di notte zone della Terra ampie cinque chilometri. Con buona pace delle osservazioni astronomiche da terra e dei ritmi circadiani che alternano il giorno e la notte. La Fcc ha perfino dichiarato candidamente che non è in grado di valutare le conseguenze sull’ambiente o sulle ricerche astronomiche di questa sua autorizzazione!
In questo parlare di specchi ho sacrificato un altro importante evento che dovrebbe essere avvenuto nel frattempo: il lancio della missione cinese Chang’è 7, finalizzata all’esplorazione del Polo Sud lunare. Insomma, oltre agli spettacoli astronomici di agosto (due eclissi e il picco delle Perseidi), anche la parte spaziale non è rimasta indietro. E aggiungiamo il Cospar, il comitato internazionale di coordinamento della ricerca spaziale che si è riunito a Firenze a inizio del mese. Diamo dunque il benvenuto a settembre ma non dimenticheremo tanto facilmente il mese di agosto 2026.
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