SPACEX LANCIA LA STARSHIP PER IL QUARTO “TEST”

Quasi raggiunto il totale completamento della missione

by Antonio Lo Campo

“E’ un altro passo in avanti. Stiamo progressivamente raggiungendo gli obiettivi, la strada è quella giusta. L’astronave ha raggiunto i 220 chilometri di altezza e quasi del tutto completato il rientro con ammaraggio, ed è finora il record”.

E’ riuscita a completare la missione, ammarando regolarmente, nonostante fosse in parte danneggiata durante il rientro atmosferico.  “Incredibile!” – dicono da terra, mai vista una cosa del genere. E tutto ripreso dalle telecamere.

E il commento di uno degli ingegneri di SpaceX, impegnati nelle operazioni di missione del quarto lancio della Starship, la grande astronave progettata dalla compagnia di Elon Musk, che oggi è stata lanciata per il suo nuovo test, dopo quelli di aprile e novembre 2023, e del marzo scorso.

Dopo il lancio, il razzo Super Heavy , per questo lancio il numero 11, si è separato dalla capsula come previsto ed è rientrato con il suo primo ammaraggio nel Golfo del Messico. Quindi la Starship 29 ha proseguito da sola il suo viaggio, seguendo un itinerario molto simile a quello previsto nei due precedenti test, e alla fine del suo volo è rientrata nell’atmosfera affrontando le altissime temperature, sfrecciando nel plasma, poi ha cominciato a rallentare la sua corsa e, a poco più di un’ora dal lancio, è ammarata nell’oceano Indiano, come previsto.

La colonna sonora del Valzer di Strauss, celebre per il film 2002 Odissea nello spazio, aveva accompagnato il ripristino del collegamento (sparito per 23 minuti dopo il lancio)  del collegamento con l’astronave di Starship, pronta per rientrare nell’atmosfera e completare il suo volo spaziale.  Le telecamere hanno ripreso in diretta tutta la fase del rientro incandescente negli strati atmosferici, grazie ai collegamenti con i satelliti Starlink.  Che però ha ripreso anche i danni allo scudo termico che l’hanno danneggiata, ma non distrutta.  Successo quasi totale, quindi.

I 32 motori Raptor del razzo Super Heavy, che con l’astronave posta nella parte superiore raggiunge i 122 metri d’altezza, si erano nuovamente accesi tutti assieme oggi alle 14,50 (ora italiana), in una base di Boca Chica totalmente avvolta dalla foschia, per portare il gigantesco complesso spaziale in volo suborbitale.

Per raggiungere questo obiettivo, SpaceX ha apportato diversi aggiornamenti software e hardware per aumentare l’affidabilità complessiva del veicolo incorporando le esperienze acquisite con il test precedente, il numero 3. Tra le novità più interessanti c’è anche la decisione di distaccare dal resto del booster l’anello di congiunzione tra primo e secondo stadio, elemento contraddistinto dalle molte feritoie che consentono ai gas di scarico della Starship di scaricarsi all’esterno durante il distacco tra il razzo e l’astronave, alta 45 metri.

Intanto, più passa il tempo, e più aumentano le pressioni su SpaceX. Questa è infatti l’astronave designata agli sbarchi lunari del Programma Artemis a guida NASA, ma con la cooperazione internazionale anche delll’Europa, il primo dei quali è slittato al 2026 non solo, ma anche per dare tempo a SpaceX di migliorare le prestazioni della Starship. Ecco perché non ha sorpreso la recente cancellazione del progetto dearMoonannunciato nel 2018 e che grazie alla sponsorizzazione dell’imprenditore giapponese Yusaku Maezawa avrebbe dovuto portare cinque turisti spaziali a circumnavigare la Luna già lo scorso settembre 2023. La realtà dei fatti e forse qualche riconsiderazione economica da parte di Maezawa hanno messo la parola fine a un’idea di marketing suggestiva, ma che probabilmente avrebbe distratto SpaceX dal focalizzare i suoi sforzi verso obiettivi molto più istituzionali. Prima a poi tutto ciò sarà realtà, ma i tempi, per adesso, non sono ancora maturi.

 

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