Il pollice verde sbarca sulla Luna

by Marco Sergio Erculiani

Quando si dice il pollice verde. La laureanda Jessica Atkin, studentessa del Texas A&M College of Agriculture and Life Sciences del Dipartimento di Scienze del Suolo e delle Coltivazioni, è stata la prima a produrre ceci coltivati con polvere di luna.

È stata lei la prima a miscelare al 75% la polvere lunare simulata. Ovviamente, non è proprio polvere di luna ma una polvere ricreata in laboratorio perché sulla Terra non c’è abbastanza regolite lunare per la sperimentazione. Tuttavia, la Atkin e i suoi colleghi sono riusciti a compiere quella che sembra essere un’impresa rivoluzionaria sotto diversi aspetti. Grazie ai suoi studi, i futuri astronauti diretti sulla Luna potranno avere l’opportunità di sostituire una parte dei loro alimenti preconfezionati con proteine derivate da colture realizzate direttamente sulla superficie lunare.

La cosa non è banale perché la composizione del suolo lunare non è come quella della Terra. Sul nostro pianeta, infatti, il suolo ha materiale organico pieno di sostanze nutritive e microrganismi, che supportano la crescita delle piante. Ma sulla Luna tutto questo non c’è. Inoltre, la minore gravità le radiazioni e degli elementi tossici presenti non aiutano la crescita dei vegetali. Tuttavia, gli scienziati non si sono lasciati scoraggiare e hanno ideato un coadiuvante per rendere il suolo lunare e la sua polvere, adatta alla coltivazione delle colture.

Assieme alla Atkin, c’era un’altra preziosa collaboratrice: Sara Oliveira Santos, dottoranda presso la Brown University, che ha contribuito con la sua esperienza nell’affrontare i problemi idrologici derivanti dalle piccole dimensioni delle particelle della polvere lunare. Nel team c’erano anche Terry Gentry, Ph.D., microbiologo del suolo e dell’acqua presso il Dipartimento di Scienze del Suolo e delle Colture, e Betsy Pierson, Ph.D., esperta di interazioni pianta-microbi presso il Dipartimento di Scienze Orticole. Come guest star, George Vandemark, Ph.D., allevatore di leguminose del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti e membro della facoltà della Washington State University di Pullman, Washington.

Utilizzando i meccanismi di rigenerazione del suolo dalla Terra, la Atkin ha sfruttato l’interazione tra i funghi benefici del suolo e il letame di vermicompost, il prodotto della vermicoltura, l’allevamento di lombrichi sui rifiuti organici, per creare una fertile polvere lunare. Per creare il vermicompost in loco, i vermi potrebbero essere portati sulla Luna, dove sarebbero in grado di decomporre i rifiuti organici come vestiti, articoli per l’igiene e avanzi di cibo creati dagli astronauti.

Grazie a queste miscele è possibile tenere separati i contaminanti tossici dalla polvere, modificare la struttura del suolo, migliorare le proprietà idrauliche e aumentare la tolleranza delle piante ai fattori di stress e alle tossine.

La scelta di utilizzare i ceci è stata dettata dal fatto che essi sono legumi che formano relazioni benefiche con i funghi e sono un’ottima fonte di proteine. Inoltre, utilizzano meno acqua e azoto rispetto ad altre colture alimentari.

Gli studi continueranno, analizzando gli effetti multigenerazionali e, probabilmente, una volta che la matrice del suolo sarà trasformata, potrà portare alla capacità di coltivare altre colture, riducendo i rifiuti a lungo termine e la sostenibilità dei viaggi e dell’esplorazione lunare, oltre ad abbattere la necessità di missioni di rifornimento.

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