L’India è sulla Luna

by Antonio Lo Campo

Alle 14:32 (ora italiana) di oggi, 23 agosto 2023, la missione spaziale indiana Chandrayaan-3 è atterrata sulla Luna per esplorarne il suolo con un rover automatico per un paio di settimane. L’allunaggio è avvenuto senza imprevisti e l’India è diventata il quarto paese ad avere compiuto un atterraggio controllato sul nostro satellite naturale, dopo Stati Uniti, Russia (quando era ancora Unione Sovietica) e Cina.

Atterraggio “controllato”, poiché nel 1990 il Giappone inviò una sua sonda a schiantarsi appositamente sulla Luna (a fine missione), diventando in qualche modo la terza a inviare un veicolo sulla superficie selenica.

L’iniziativa è seguita con grande interesse in India perché rappresenta un importante progresso per il programma spaziale indiano, dopo il fallimento della missione Chandrayaan-2 del 2019, che a causa di alcuni problemi tecnici si distrusse, schiantandosi sulla Luna.

Ed è stato un grande applauso con urlo di gioia, quello del centro controllo missione di Bangalore. La tensione era tornata a salire, è il caso di dire, alle stelle, presso il centro di controllo delle missioni interplanetarie dell’agenzia spaziale indiana Isro (Indian Space Research Organisation).

A differenza della sonda lunare russa Luna 25, per la quale si era calcolata la probabilità di successo pari al 60-70 per cento, per la missione della sonda automatica, dotata di un rover, dell’India, le probabilità calcolate di successo erano molto più alte.

L’attesa e la speranza che andasse tutto come previsto, era giustificata anche dalla preparazione minuziosa e attenta in ogni minimo dettaglio, che gli ingegneri di Bangalore hanno dedicato a questa terza missione lunare dell’India, dopo che Chandraayan-1 fu un successo, ma era solo un satellite con il compito di entrare nell’orbita lunare e testare le tecniche necessarie per le successive e più ambiziose missioni. E poi, nel 2019, Chandraaryan-2 tentò l’atterraggio lunare ma non vi riuscì: dopo un volo impeccabile, vennero persi i contatti durante la discesa finale verso la superficie lunare.

Questa sonda è ancora più grande e complessa della precedente. Grazie a un finanziamento pari a circa 83 milioni di euro, l’Isro aveva potuto realizzare un nuovo veicolo spaziale per trasportare dalla Terra all’orbita lunare il modulo di atterraggio Vikram (pesante 1726 kg), che ospita il rover Pragyan da 26 kg. Il nome Vikram ricorda Vikram Sarabhai, il fondatore di Isro, mentre Pragyan in sanscrito significa “saggezza”. Il veicolo spaziale comprende anche il modulo propulsivo del peso di 2148 kg.

Le missioni Chandrayaan portano questo nome in omaggio all’astrofisico indiano Subrahmanyan Chandrasekhar, poi naturalizzato statunitense, deceduto nel 1995, premiato con il Nobel per la Fisica nel 1983 per i suoi studi su processi di evoluzione delle stelle.

Il lancio di Chandrayaan-3 era avvenuto con successo lo scorso 14 luglio dal Centro spaziale Sriharikota nell’India meridionale, con il razzo LVM-3. Il 5 agosto la missione aveva raggiunto l’orbita lunare e aveva iniziato una serie di manovre per avvicinarsi alla Luna. La scorsa settimana Vikram si era separato dal veicolo “madre” e aveva effettuato una nuova serie di manovre per sorvolare la Luna a distanza ravvicinata, in modo da riprendere la superficie lunare e identificare un’area per l’allunaggio da effettuare nei pressi del Polo sud della Luna.

Poco dopo le 14 di oggi, Vikram ha acceso i propri motori per iniziare la sequenza di manovre da una trentina di minuti per raggiungere il suolo lunare. Le videocamere montate sul modulo di discesa e atterraggio hanno analizzato il suolo lunare per segnalare ai sistemi di bordo la presenza di massi e crateri da evitare.

Il lander indiano è la prima sonda a raggiungere un’area polare della Luna, anche se non abbastanza a sud per riuscire a esplorare i crateri perennemente in ombra dove si ipotizza la presenza di grandi riserve di acqua ghiacciata, che in futuro potrebbero essere sfruttate per rifornire le basi lunari abitate.

Subito dopo l’atterraggio, sono iniziate le fasi successive della missione. Vikram deve allungare una rampa per far scendere il rover Pragyan sul suolo lunare così da iniziare le esplorazioni dell’area circostante. Il modulo di discesa e il rover sono stati progettati per funzionare per un paio di settimane, pari alla durata di un giorno lunare, poi i loro pannelli solari non riceveranno luce a sufficienza per continuare ad alimentare i sistemi di bordo.

Chandrayaan-3 ha prima di tutto lo scopo di sperimentare i sistemi per compiere atterraggi controllati sulla Luna e per esplorarne il territorio, ma ha anche obiettivi scientifici legati allo studio della composizione del suolo lunare. Gli scienziati a capo della missione contano di poter utilizzare i dati raccolti dalla missione soprattutto per organizzare le prossime iniziative del programma spaziale Chandrayaan, a conferma del rinnovato interesse verso la Luna delle principali agenzie spaziali.

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