UN OGGETTO TRANSNETTUNIANO CON UN’ATMOSFERA “IMPOSSIBILE”

Un’eccezionale scoperta compiuta da astronomi e astrofili giapponesi grazie a una occultazione

by Piero Stroppa

È un piccolo Plutone: appena 500 km di diametro contro i 2377 km dell’ex nono pianeta. Gli astronomi lo classificano come “plutino“: un oggetto transnettuniano in risonanza orbitale 2:3 con Nettuno. Che il 10 gennaio 2024 si è trovato a passare davanti a una remota stellina, oscurandola per una decina di secondi. Questa occultazione è stata un’occasione ghiotta per ottenere informazioni preziose sul plutino, nome in codice (612533) 2002 XV93.

Ad attenderlo al varco, con quattro telescopi puntati in quella direzione, c’era un team di astronomi e astrofili giapponesi, guidato da Ko Arimatsu dell’Osservatorio astronomico di Ishigakijima. I telescopi hanno registrato la “curva di luce“, vale a dire la variazione nel tempo della luce proveniente dalla stella. La stella è sì sparita per una decina di secondi, ma la transizione è avvenuta non in modo netto, bensì con una sorta di lieve dissolvenza, sia quando la stella è sparita che quando è riapparsa. Un effetto che si verifica quando l’oggetto occultante ha un’atmosfera.

Ma 2002 XV93 sembrerebbe troppo piccolo per permettersi un’atmosfera. È vero che intorno a Plutone è stata osservata una sottile atmosfera, però si tratta di un corpo è molto più grande. La scoperta di questa atmosfera (che produce una pressione al suolo di 0,01-0,02 pascal, rispetto ai 1 pascal di Plutone e ai 101.000 terrestri) è stata una vera sorpresa. Probabilmente effimera: i calcoli indicano che potrebbe durare meno di mille anni, a meno che non venga rifornita. Ne consegue che deve essersi formata o essere stata rifornita di recente.

In che modo? Successive osservazioni con il telescopio spaziale James Webb non mostrano, sulla superficie di 2002 XV93, segni di gas ghiacciati che potrebbero sublimare per formare un’atmosfera. Una possibilità è che qualche evento abbia portato i gas dalle profondità del transnettuniano alla superficie. Un’altra possibilità è che una cometa si sia schiantata contro 2002 XV93, rilasciando gas che hanno formato un’atmosfera temporanea. Per capire quale sia lo scenario più probabile serviranno altre osservazioni.

 

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