LE ACCADEMIE DELLE SCIENZE PER LE EMERGENZE PLANETARIE

Si sono riunite a Parigi a maggio, in preparazione del G7 che si terrà a giugno

by Paola Antolini-Spadafora

L’Accademia Nazionale dei Lincei – la più moderna e la più antica d’Europa, rappresentata da Maria Cristina Marcuzzo, delegata agli Affari Internazionali – si è riunita a Parigi il 18 e 19 maggio insieme alle altre sei Accademie nazionali delle Scienze (di Francia, Germania, Canada, Stati Uniti, Giappone e Regno Unito) che compongono il S7,  il G7 delle Scienze.

Questa importante riunione S7 è stata coordinata e accolta dall’Accademia francese delle Scienze, presieduta dalla cosmologa Francoise Combes insieme alle scienziate e agli scienziati eccellenti che l’Accademia riunisce sotto la sua egida dal 1666 con il motto “ la scienza capace d’esplorare e comprendere il mondo”.

Riunendo le sette Accademie delle Scienze delle nazioni del G7 e accogliendo a Parigi gli scienziati protagonisti dei lavori sulle tre emergenze planetarie definite dal precedente S7, l’Academie des Sciences ha presentato le sue tre dichiarazioni integrali firmate dai sette rispettivi presidenti delle Accademie delle Scienze, in vista del summit del G7 atteso a Evian (in Francia) nel prossimo mese di giugno.

La riunione del S7 ha esaminato tre emergenze planetarie selezionate in precedenza dalla comunità scientifica: Salute cerebrale, Artico e le Grandi Costellazioni satellitari.

Nella giornata di apertura della riunione S7 era presente per l’Italia anche Gianluigi Consoli, direttore generale al Ministero Università e Ricerca, che è intervenuto sulle scienze formative del pensiero critico.

Le Grandi Costellazioni satellitari

L’analisi precisa e interdisciplinare del S7 ha messo in luce la complessità delle relazioni tra l’umanità e i satelliti sempre più numerosi presenti nell’orbita bassa della Terra (Low Earth  Orbit, Leo) e nell’orbita media (Meo).

Il gruppo di lavoro è stato coordinato da François Bacelli, insieme alla presidente Françoise Combes e ad altre personalità della scienza astronomica internazionale e francese, tra cui Guy Perrin, dell’Observatoire de Paris, coordinatore delle relazioni con l’Unione astronomica internazionale (Iau).

La questione delle grandi costellazioni satellitari presenta diversi livelli di complessità, che coinvolgono le comunicazioni satellitari, l’astronomia, la scienza spaziale e le tecnologie afferenti. I satelliti sono visibili e danneggiano l’osservazione del cielo ovunque, anche nel deserto di Atacama, sede del 60% degli osservatori più potenti del pianeta, tra cui il Very Large Telescope e l’Extremely Large Télescope, (attualmente in costruzione), entrambi dell’Osservatorio australe europeo (Eso).

Anche la radioastronomia rischia di essere seriamente disturbata dagli impatti di tutte queste grandi costellazioni satellitari. Queste crescenti costellazioni satellitari possono infine portare nuove criticità anche per la salute degli esseri umani, racchiuse nell’ormai celebre assioma One Health , One Planet.

La presentazione di Camilla Colombo, del dipartimento di Scienza aerospaziale e tecnologia del   Politecnico di Milano, ha illustrato tutte queste tematiche interconnesse, annunciando un grande simposio che si terrà a Milano dal 3 al 5 giugno 2026, organizzato dal Politecnico, insieme e Cnr, Erc, Esa, Green Species, Secure World Foundation e altri.

Questa riunione S7 eccellentemente coordinata dalla presidente de l’Académie des Sciences, Françoise Combes, insieme a tutte le équipes afferenti conferma che la scienza buona, sana e giusta è il risultato di un grande lavoro collettivo.

La comunità scientifica del G7 e internazionale è al servizio della società civile, capace di allertare e di trovare insieme soluzioni innovative, efficaci e sfidanti alle emergenze planetarie che si addensano all’orizzonte del nostro futuro.

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