Foto di Massimo Di Fusco: Ammasso aperto NGC 2516
Luogo
Cile
date-526
2026-04-08
Telescopio
ASA Newton 500 @1900mm, f/3.8
Montatura
ASA DDM85 equatorial mount
Camera
FLI PL16803 CCD camera
Filtri
Astrodon R/G/B filters
Pose
3x(2×300″)
Elaborazione
PixInsight, PS
Message
NGC 2516 (noto anche come C 96) è un ammasso aperto molto concentrato visibile nella costellazione australe della Carena.
NGC 2516 è un ammasso molto luminoso, la cui distanza è stimata attorno ai 1330 anni luce ed è quindi situato all’interno del Braccio di Orione, a breve distanza dai confini della grande Nebulosa di Gum.
NGC 2516 possiede circa un centinaio di membri accertati, alcuni dei quali sono stelle giganti: vi sono infatti alcune giganti arancioni, una gigante rossa variabile irregolare e altre stelle; similmente alla parte centrale dell’ammasso del Presepe, NGC 2516 sembra mostrare segni tipici del fenomeno della segregazione di massa, mentre la distribuzione delle componenti è a tratti irregolare, con alcune bande oscure meno dense.
L’età dell’ammasso è stimata sui 60 milioni di anni ed è uno dei sette ammassi aperti del cielo che mostrano la stessa età e un moto nello spazio comune, fra i quali le Pleiadi, le Pleiadi del Sud e l’Ammasso di Alfa Persei.
Il primo che riportò la presenza di quest’ammasso nella volta celeste fu l’abate Nicolas Louis de Lacaille, che lo scoprì durante la sua permanenza a Città del Capo e lo inserì nel suo catalogo edito nel 1755; qui lo classifica come un oggetto nebuloso e lo indica come un fitto gruppo formato da 10-12 stelle. In realtà la nebulosità era dovuta alla parziale risoluzione dell’ammasso che poté eseguire il Lacaille, come avrebbe poi confermato John Herschel poco meno di un secolo dopo: egli lo indicò infatti come un oggetto compatto formato da 200-250 stelle e privo di luminosità, con al centro una stella arancione di ottava magnitudine.