Internet of Things con picosatelliti italiani

by Antonio Lo Campo

Oggi, e sempre di più in futuro, viviamo in un mondo dove siamo tutti connessi, e i servizi di telecomunicazioni non possono fermarsi. Le soluzioni consistono nel creare una sinergia sempre più stretta tra piccoli satelliti e degli apparati posti a terra, in alta quota. E i nostri satelliti hanno questo ambizioso obiettivo”.

Guido Parissenti è Amministratore Delegato e fondatore della Apogeo Space con sede a Brescia, partita solo pochi anni fa come startup, e ora diventata un’azienda collocata in un polo tecnologico dove molti anni fa si produceva birra, e che ora realizza piccoli satelliti con lo scopo di potenziare quello che è noto come IoT – Internet of Things (letteralmente “Internet delle Cose”), e che ha firmato un accordo con la società coreana Innospace per l’acquisizione di lanci multipli, a partire dalla seconda metà del 2025. E per arrivare a questo traguardo non è necessario lanciare costellazioni di migliaia di satelliti. Ne bastano pochi, ma collocati nel punto giusto e soprattutto con le giuste basi di terra: “Ma è una soluzione che può arrivare solo dallo spazio” – aggiunge l’AD dell’azienda bresciana.

La prima rete spaziale privata italiana sull’IoT Apogeo Space è una società impegnata già da tempo nella realizzazione della prima costellazione privata italiana di satelliti per la fornitura di un servizio di telecomunicazione per dispositivi dell’Internet of Things . L’intesa prevede la gestione, nel periodo 2025-2027, di tre lanci di satelliti e rilasci in orbita bassa (tra i 500 e i 600 chilometri dalla Terra) dei picosatelliti (satelliti di piccole dimensioni) di Apogeo Space che andranno a popolare la prima costellazione spaziale privata italiana dedicata all’Internet delle cose (IoT). In Italia i servizi inizieranno dall’area della Pianura Padana, partendo dall’area attorno a Milano, poi si sposteranno verso il Piemonte occidentale, laddove vi è maggiore intensità di richiesta in ambito IoT. E’ un sistema tecnologico che è un ibrido tra satellite in orbita e le Ground Satellite Booster di terra.

“L’accordo segna un importante passo verso il futuro italiano di un servizio di connettività globale, consentendo una copertura costante e affidabile per l’IoT in tutto il mondo” – ci dice Parissenti – “Siamo entusiasti di collaborare con una società così innovativa come Innospace. Questo accordo è di grande importanza in quanto ci garantisce l’ampliamento del numero di partner che ci permetteranno entro il 2027 di completare la nostra costellazione di pico satelliti per IoT”.

“Siamo orgogliosi di intraprendere queste tre missioni spaziali con Apogeo Space, per il rilascio della costellazione di picosatelliti IoT. Il nostro veicolo di lancio per piccoli satelliti, Hanbit, fornirà lanci affidabili per aiutare la costruzione della costellazione grazie alla sua capacità di dispiegamento di precisione nelle orbite” – ha dichiarato Soojong Kim, CEO e fondatore di Innospace.

“Per garantire la continuità dei servizi di telecomunicazione e potenziarne il funzionamento – aggiunge Parissenti – abbiamo introdotto i Ground Satellite Booster, cioè stazioni di terra, con apparati posti in altura, su colline o montagne, a circa 1500 metri, per poter garantire un servizio a bassa latenza e alto data rate in zone dove il servizio è più richiesto, che agisce in sinergia con i satelliti, che garantiscono il servizio fuori dalle aree coperte dal Booster o nel caso in cui questi ultimi dovessero smettere di funzionare. E così il segnale può essere garantito in modo continuativo, oltre ad appositi sistemi di cyber sicurezza, poiché spesso è interrotto da varie problematiche, inclusi atti vandalici, disastri naturali, interferenze, massima attività solare, eccetera”.

Guido Parissenti, AD di Apogeo space (a sinistra), mostra un mini satellite con il dirigente Primo Attinà

I “picosatelliti” anche per agri-tech, foreste e ghiacciai

I piani di Apogeo Space prevedono, a regime, dai 3 ai 4 lanci all’anno, ognuno composto da 9 satelliti di soli 10x10x3 cm, per la realizzazione della propria costellazione che inizierà ad essere operativa dalla fine del 2024 e che verrà completata entro il 2027 quando saranno 96 i pico-satelliti attivi in orbita.

Il lancio dei primi 9 satelliti di test è avvenuto nel novembre 2023, con il razzo vettore Falcon 9 di SpaceX e rilasciati dall’OTV (Orbital Transfer Vehicle), uno stadio “trasportatore orbitale” dell’italiana D-Orbit, che ha sede nei pressi di Como. Il prossimo lancio è previsto per luglio.

“Non intendiamo però puntare ad un solo servizio di lancio – dice Parissenti – E’ sempre meglio rivolgersi a realtà diverse, perché in caso di problemi ad una di esse, si rischiano lunghi rinvii. E un servizio come il nostro non può permettersi lunghe pause, ma continuità”. I servizi includono la raccolta dati per una varietà di applicazioni, dal settore agri-tech alla logistica integrata, dal monitoraggio delle foreste e dei ghiacciai all’Oil & Gas, dai grandi bacini idrogeologici al monitoraggio di reti e infrastrutture. Proprio relativamente a questi settori, l’Insight Report di aprile 2024 del World Economic Forum, in partnership con McKinsey & Company, sostiene che i dati provenienti dai sensori IoT, localizzati anche in aree remote, apporteranno un significativo beneficio ai servizi avanzati per la catena di approvvigionamento, l’energia, l’agricoltura, l’industria mineraria e l’aerospazio, generando un fatturato aggiuntivo di 3 miliardi di dollari entro il 2035.

L’istituto di ricerca tedesco Statista stima per il 2030 una diffusione di circa 30 miliardi di dispositivi IoT connessi nel mondo, con una costante crescita annuale media di 2 miliardi da qui ad allora.

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