Quello della materia oscura e dell’energia oscura, assieme alla caccia di “nuove Terre”, magari abitabili da esseri viventi attorno ad altre stelle, sono gli obiettivi del Nancy Grace Roman Space Telescope, il nuovo e sofisticato telescopio spaziale presentato dalla Nasa presso il Centro “Goddard” nel Maryland.
Il lancio è stato anticipato a quest’anno, nonostante inizialmente fosse programmato per il 2027. E come il James Webb andrà in un’orbita Halo attorno al punto lagrangiano L-2. Quindi, al contrario di ciò che avviene di solito, cioè con grandi missioni spaziali e satelliti complessi che spesso subiscono ritardi, il Roman parte in anticipo, con il lancio fissato per gli inizi di settembre 2026 a bordo di un razzo Falcon Heavy di SpaceX dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral.
Previsto per restare operativo per almeno 5 anni, è dotato di uno specchio da 2,4 metri, identico per dimensioni a quello dello storico Hubble e avrà a bordo due strumenti principali: la Camera ad ampio campo con 18 rivelatori, e un Coronografo per lo studio di esopianeti, costituito da una serie di dischi e specchi deformabili tramite ottica attiva.
Frutto di oltre 10 anni di lavoro, e costato 4 miliardi di dollari, questo satellite-osservatorio alto oltre 12 metri è stato intitolato nel 2020 a una delle più grandi astronome americane, Nancy Grace Roman, nota anche come la “mamma di Hubble“, in riferimento al telescopio spaziale collocato in orbita lanciato da uno Space shuttle nel 1990, e prima donna a ricoprire una posizione dirigenziale alla Nasa. Nancy Grace Roman nel 1959 entrò a far parte della Nasa e nel 1960 divenne responsabile dei programmi di Astronomia e Relatività presso l’Office of Space Science.
Grazie alla grande lente grandangolare della camera ad ampio campo del nuovo telescopio spaziale, la Nasa sarà in grado di compilare un vasto inventario degli oggetti che compongono il nostro Universo. E ci si aspetta che scopra decine di migliaia di nuovi pianeti e migliaia di supernove.