LA COSTELLAZIONE “CELESTE” DELL’ESA PER LA NAVIGAZIONE SATELLITARE

Lanciati due satelliti dalla Nuova Zelanda, uno di essi è realizzato in Italia

by Antonio Lo Campo

Due satelliti appartenenti alla missione dimostrativa in orbita Celeste dell’Agenzia spaziale europea (Esa), sono stati lanciati con successo, oggi, alle 10:14 (ora italiana), con un razzo Rocket Lab Electron dalla Nuova Zelanda.

La separazione dei due satelliti dal lanciatore è avvenuta circa un’ora dopo dal lancio. E’ l’inizio della loro fase operativa iniziale, durante la quale il controllo della missione li prepara alla vita in orbita. Uno dei due satelliti, denominato Iod-2, è stato realizzato da Thales Alenia Space, joint venture tra Thales (67%) e Leonardo (33%).

Il satellite Iod-2

Iod-2, un CubeSat più o meno delle dimensioni di una valigia e con un peso di circa 30 chilogrammi, ha un ruolo chiave nella validazione del sistema e consentirà la trasmissione precoce del segnale, riducendo i rischi e dimostrando al contempo le tecnologie chiave per i futuri satelliti Celeste. Una volta dispiegato in orbita, opererà per almeno sei mesi.

Gli altri quattro satelliti Iod, in fase di sviluppo da parte di Thales Alenia Space, saranno di dimensioni maggiori, con una massa doppia rispetto allo Iod-2. Trasporteranno ulteriori payload per testare segnali innovativi su più bande di frequenza e daranno dimostrazione di nuove funzionalità di servizio.

Con gli ulteriori lanci a partire dal 2026 per completare la flotta dei dimostratori di Celeste, l’Esa sarà in grado di valutare come uno strato di navigazione a orbita terrestre bassa possa operare insieme a Galileo e ad altri sistemi di navigazione in orbita terrestre media.

Al servizio di un avanzato sistema di navigazione

La missione Celeste di Esa è attualmente nella sua fase dimostrativa in orbita. La prima fase consisterà in una costellazione di 11 microsatelliti in orbita terrestre bassa, realizzata da due prime contractor europei, che include cinque satelliti forniti da Thales Alenia Space. La missione mira a dimostrare come la tecnologia Leo-Pnt (Low Earth Orbit Precise Navigation Timing) possa ampliare la resilienza dei servizi di navigazione in orbita terrestre media (Meo) attuali e futuri e a migliorare le loro prestazioni in modo significativo. Celeste dimostrerà come un’architettura multi-orbita sia in grado di fornire un posizionamento accurato al centimetro, una robustezza aumentata, una resistenza maggiore alle interferenze e allo spoofing, nonché una latenza molto bassa mediante un segnale di acquisizione ultraveloce, congiuntamente a Galileo e ad altri sistemi di navigazione satellitare.

Celeste inoltre, spianerà la strada a nuove applicazioni, tra cui veicoli con elevata autonomia, garantendo una copertura continua nelle aree urbane densamente popolate, l’Internet delle cose (IoT), i sistemi aerei e marittimi senza equipaggio (Uas/Mus) e nuovi servizi in ambienti particolarmente ostili che possono compromettere le prestazioni dei sistemi esistenti — come i canyon urbani, la vegetazione fitta, le regioni polari e persino gli spazi interni — nonché la sincronizzazione delle reti di telecomunicazioni terrestri 5G/6G.

 

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