SORPRENDENTI FUSIONI DI BUCHI NERI RIVELATE DALLE ONDE GRAVITAZIONALI

La rete Ligo–Virgo–Kagra ha individuato sistemi estremi che aprono nuove prospettive sull’espansione cosmica

by Redazione

La quarta edizione del catalogo delle sorgenti gravitazionali (Gwtc‑4), offre una panoramica sorprendentemente ricca e complessa delle fusioni di buchi neri osservate negli ultimi mesi. La rete internazionale Ligo–Virgo–Kagra (Lvk) attiva tra maggio 2023 e gennaio 2024, ha registrato 128 nuovi eventi, molti dei quali presentano caratteristiche che sfidano i modelli più consolidati dell’astrofisica relativistica.

Tra le scoperte più rilevanti emergono sistemi binari con masse insolitamente elevate, coppie fortemente sbilanciate e buchi neri dotati di spin estremi, capaci di ruotare a una frazione significativa della velocità della luce. Questi oggetti, rari nelle precedenti campagne osservative, ora compaiono con frequenza sufficiente da suggerire una varietà di scenari evolutivi più ampia di quanto previsto.

Secondo i ricercatori della collaborazione Lvk, la crescente quantità di dati permette di affrontare questioni fondamentali: come si formano i buchi neri più massicci? Quali processi portano alla nascita di sistemi così asimmetrici? E in che modo l’ambiente circostante influisce sulla loro rotazione?

Le nuove osservazioni indicano che potrebbero esistere canali di formazione multipli, alcuni dei quali legati a regioni estremamente dense come gli ammassi stellari giovani o i nuclei galattici attivi.

Il catalogo non è importante solo per la fisica dei buchi neri. L’analisi congiunta degli eventi ha infatti permesso di ottenere una nuova stima della costante di Hubble, suggerendo un tasso di espansione dell’universo pari a 76 km/s per megaparsec. Le onde gravitazionali si confermano così uno strumento indipendente e complementare alle misure tradizionali, contribuendo al dibattito sulla discrepanza tra le diverse determinazioni dell’espansione cosmica.

Con Gwtc‑4 l’astronomia gravitazionale entra in una fase in cui non si limita più a rivelare eventi eccezionali, ma inizia a delineare una vera e propria mappa statistica delle fusioni cosmiche. Una mappa che, a ogni aggiornamento, sembra ampliare i confini di ciò che pensavamo possibile nell’universo relativistico.

Antonio Pasqua

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