UNA NEBULOSA “CEREBRALE” RIPRESA DAL WEBB

La Nircam del telescopio spaziale rivela l'aspetto inquietante della planetaria PMR 1

by Piero Stroppa

PMR 1 è una nebulosa planetaria la cui forma ripresa nel vicino infrarosso dalla NirCam del telescopio spaziale James Webb ricorda un cervello racchiuso nella scatola cranica, da cui il soprannome di Exposed Cranium Nebula, nebulosa “cranio esposto”.
Situata a circa 5000 anni luce da noi nella costellazione della Vela, la nube di gas e polveri era stata ripresa per la prima volta oltre dieci anni fa dall’ormai pensionato telescopio spaziale infrarosso Spitzer. Ma le nuove immagini del Webb ne rivelano ora dettagli inediti, accentuandone l’aspetto “encefalico”.

Una struttura a gusci

PMR 1 è il prodotto di una stella prossima alla fine del proprio ciclo vitale. In questo stadio evolutivo, man mano che il combustibile nucleare si esaurisce, l’astro espelle progressivamente i suoi strati più esterni: un processo dinamico e, su scala cosmica, relativamente rapido. L’immagine ripresa dal Webb è un’istantanea di questa fase di transizione, che offre uno sguardo ravvicinato alla nube che la stella morente sta producendo attorno a sé.
La nebulosa mostra una struttura sorprendentemente complessa. Si distinguono chiaramente un guscio esterno, il “cranio”, composto principalmente da idrogeno e derivante dell’espulsione degli strati più esterni della stella progenitrice. E un guscio interno, il “cervello”, più strutturato e composto da elementi più pesanti e modellato da episodi di perdita di massa stellare successivi e più turbolenti. C’è poi una lunga banda scura verticale che attraversa il centro della nebulosa, dividendola idealmente in due emisferi, che definiscono l’aspetto cerebrale dell’oggetto cosmico.
Secondo gli scienziati, potrebbe trattarsi della firma di un getto bipolare emesso dalla stella: un flusso di materia espulso in direzioni opposte, capace di scavare e ridefinire la struttura del gas circostante.

Che fine farà?

Il destino finale della stella che sta generando la nube dipenderà dalla sua massa. Se questa è sufficientemente massiccia (oltre otto masse solari) potrebbe concludere la propria esistenza con una spettacolare esplosione di supernova, lasciando una stella a neutroni o un buco nero di massa stellare. Se invece la sua massa fosse paragonabile a quella del Sole, l’astro continuerà a perdere materia fino a quando, ormai spogliato di tutti i suoi strati, rimarrà soltanto il nucleo: un denso e caldo ammasso di materia che si contrae in una nana bianca, destinata a raffreddarsi lentamente nel corso di miliardi di anni.

 

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