IL SOLE, STELLA MIGRANTE DAL CENTRO GALATTICO

Il suo arrivo nella periferia galattica può aver favorito lo sviluppo della vita

by Piero Stroppa

L’archeologia galattica è una disciplina che ricostruisce il lungo viaggio delle stelle nella nostra Galassia. Da tempo gli astronomi ipotizzano che, circa 4,6 miliardi di anni fa, il Sole si sia formato in una regione probabilmente oltre 10mila anni luce più vicina al cuore della Via Lattea rispetto alla posizione che occupa oggi, a circa 26mila anni luce dal centro.

È un’ipotesi suffragata dall’analisi della composizione chimica delle stelle, ma questo scenario ha sempre posto un problema: il centro della Via Lattea è dominato da una gigantesca struttura stellare a forma di barra, la cui rotazione crea una sorta di barriera dinamica che rende difficile, per le stelle, spostarsi verso le regioni più esterne della Galassia. Questa teoria ha rappresentato a lungo un vero e proprio rompicapo per gli astronomi: come ha fatto il Sole ad arrivare fin dove è ora?

Per rispondere a questa domanda, due studi, guidati da Daisuke Taniguchi della Tokyo Metropolitan University e Takuji Tsujimoto del Naoj, analizzano le cosiddette “gemelle solari”: stelle con temperatura, gravità superficiale e composizione chimica molto simili a quelle del Sole. I risultati dei due lavori confermerebbero la storia di una migrazione di stelle dal centro della Via Lattea verso le sue regioni più esterne.

Grazie ai dati di Gaia

I ricercatori hanno utilizzato i dati raccolti dalla missione Gaia dell’Agenzia spaziale europea (Esa), un vastissimo archivio di osservazioni che comprende circa due miliardi di stelle e altri oggetti celesti. Da queste informazioni hanno costruito un catalogo di 6594 gemelle del Sole. Partendo da questo elenco, gli autori sono riusciti a ottenere la ricostruzione più accurata finora disponibile delle età di queste stelle.

Con un archivio del genere, è possibile cercare pattern nascosti nei dati ed è così comparso un indizio. Analizzando la distribuzione delle età, il team ha individuato un vasto gruppo di stelle di circa 4-6 miliardi di anni (intervallo che include anche il Sole), che indica la presenza di molte stelle simili, della stessa età, situate a distanze comparabili dal centro della Via Lattea. Questo risultato suggerisce che il Sole non si trovi nella sua posizione attuale per caso, ma come parte di una migrazione stellare molto più ampia.

Una migrazione favorevole alla vita

La scoperta non racconta soltanto una possibile storia delle origini del Sole. Potrebbe anche aiutare a ricostruire l’evoluzione della Galassia stessa. La barriera creata dalla struttura a barra nel centro galattico renderebbe oggi improbabile una migrazione di massa di questo tipo. Ma lo scenario cambia se, all’epoca dei fatti, la barra galattica era ancora in fase di formazione. Le età delle “gemelle solari” diventano quindi un prezioso reperto cosmico, un modo per comprendere non solo quando queste stelle si siano allontanate dal centro galattico, ma anche quando la grande barra centrale della Galassia abbia iniziato a prendere forma.

Questo lungo viaggio potrebbe aver avuto conseguenze che ci riguardano molto da vicino. Le regioni centrali della Galassia sono ambienti molto più turbolenti delle sue periferie: presentano maggiore densità stellare, radiazioni intense, incontri gravitazionali più frequenti ed eventi energetici.

Trasferendosi verso una zona più esterna e relativamente tranquilla, il Sole potrebbe aver trovato un ambiente più stabile, un luogo dove le condizioni necessarie allo sviluppo della vita sulla Terra hanno potuto emergere e persistere nel tempo.

In figura, rappresentazione artistica della migrazione di massa delle “gemelle solari”, avvenuta tra 4 e 6 miliardi di anni fa.

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