Tre stelle orbitano l’una attorno all’altra, così vicine da costituire un unico, strettissimo terzetto. Attorno a questo nucleo compatto si muove una quarta stella più esterna, legata gravitazionalmente al trio ma su un’orbita più ampia, quello che viene definito “sistema quadruplo di tipo 3+1“.
Questi sistemi sono caratterizzati da una gerarchia molto stretta e definita; in più, le stelle che li compongono orbitano in una regione relativamente piccola, mantenendo però una stabilità gravitazionale di lungo periodo.
Nel caso di Tic 120362137, il nucleo compatto interno di tre stelle occupa uno spazio che potrebbe rientrare interamente entro l’orbita di Mercurio. La quarta stella esterna orbita, invece, a una distanza paragonabile a quella dell’orbita di Giove.
La scoperta è stata basata sulle osservazioni della sonda Tess della Nasa e su successivi controlli spettroscopici da Terra.
Tic 120362137 detiene un altro record: la stella esterna completa un’orbita attorno al terzetto in soli 1046 giorni. All’interno del trio compatto, la stella meno legata al sottosistema centrale orbita con un periodo di circa 51 giorni, contribuendo a una danza gravitazionale estremamente serrata.
Le analisi spettroscopiche hanno permesso ai ricercatori di determinare anche le proprietà fisiche delle quattro componenti. Le tre stelle interne risultano più massicce e più calde del Sole, mentre la stella esterna è più fredda e meno massiccia, con caratteristiche quindi più simili alla nostra stella.
Il futuro del sistema
Modellando la sua evoluzione futura attraverso simulazioni al computer, i ricercatori sono stati in grado di determinare il destino verso il quale si spingerà questo particolare sistema stellare: finirà probabilmente per diventare una coppia di resti stellari di nane bianche.
In una prima fase, la stella più massiccia del terzetto interno evolverà in gigante rossa, espandendosi fino a fondersi con la seconda stella più interna. La risultante da questa prima fusione ingloberà successivamente anche la terza componente del trio originario.
Il prodotto di questa duplice fusione perderà quindi una parte significativa della propria massa, collassando infine in una nana bianca. In una fase successiva, anche la quarta stella – quella più esterna – seguirà un percorso evolutivo analogo, portando alla formazione di una seconda nana bianca.