CAMBI DI PROGRAMMA PER IL SOFFERTO RITORNO ALLA LUNA

Rinviata ancora la missione Artemis 2 e assegnato il primo sbarco ad Artemis 4

by Antonio Lo Campo

Non sarà più Artemis 3 la missione che tenterà il primo allunaggio del nuovo programma lunare a guida Nasa, con l’Esa europea, Giappone e Canada. Che fosse complicato e piuttosto improbabile (e rischioso) tentare un allunaggio già con Artemis 3, e dopo una sola missione con equipaggio della capsula Orion, era quasi scontato. Non a caso, non era stato ancora selezionato alcun equipaggio, nonostante la missione, fino a poche settimane, fa fosse prevista entro la fine del 2027.

Poi, come hanno commentato i capi Nasa del programma, non ha senso far trascorrere due anni da una missione all’altra. In realtà, la causa principale sono i ritardi nello sviluppo del veicolo di allunaggio, affidato a SpaceX e alla sua gigantesca astronave Starship, modificata in versione lunare.

E così, Artemis 3 diventa ora una missione con astronauti ma in orbita terrestre, per collaudare per la prima volta sia la Orion (con il suo modulo di servizio europeo, dell’Esa), con il modulo di atterraggio lunare, e i rendez-vous e attracchi tra i due veicoli. Verrà valutato nel frattempo se sarà la Starship oppure il più pratico modulo MK-2 di Blue Origins a tentare il primo degli allunaggi di Artemis. La gara tra Musk e Bezos quindi si riaccende. E se Artemis 2 è stata da alcuni definiti come la nuova Apollo 8, la Artemis 3 sarà la nuova Apollo 9. La differenza sta nei tempi: all’epoca, negli anni 1968 e 1969, tra le due missioni passarono due mesi e mezzo. Stavolta, non meno di un anno.

E così, ma solo se Artemis 2 e 3 saranno un pieno successo, il remake dello sbarco di Apollo 11 toccherà ad Artemis 4. La Nasa ha fatto intendere che presto annuncerà i quattro astronauti di Artemis 3, tra i quali potrebbe far parte anche un europeo. Vi è inoltre la possibilità di un ulteriore slittamento per il lancio imminente di Artemis 2, comunque ancora fissato per gli inizi di aprile (dal giorno 1 al 6). I potenti brillamenti solari, che possono generare tempeste geomagnetiche e disturbare le comunicazioni radio e il Gps, danneggiare i satelliti e mettere in pericolo gli astronauti e persino i passeggeri delle compagnie aeree che sorvolano alcune particolari zone della Terra, sono oggi molto facili da prevedere, grazie a mezzo secolo di osservazioni dei raggi X solari. In base a queste previsioni, Victor M. Velasco Herrera, dell’Università Nazionale Autonoma del Messico ritiene che Artemis 2 dovrebbe essere rinviata di alcuni mesi. Infatti, sostiene che “data l’attuale attività del Sole, le nostre previsioni suggeriscono che rinviare il lancio alla fine del 2026 potrebbe essere una decisione molto più sicura”.

I colpi di scena sul Programma Artemis non mancano, e pensiamo che ci sarà ancora molto da aggiornare.

 

 

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