LA LUNA NASCOSTA NELLE NOSTRE MANI

La missione cinese Chang’e 6 ha riportato a Terra i campioni prelevati sulla superficie lunare

by Piero Stroppa

Nel 1959 fu fotografata per la prima volta, nel 1968 fu vista per la prima volta da esseri umani, oggi per la prima volta può essere perfino toccata. Parliamo della faccia nascosta della Luna. La capsula di rientro della missione lunare cinese Chang’e 6 è atterrata nel deserto della Mongolia il 25 giugno scorso, riportando con successo circa 2 kg di rocce e suolo prelevati dalla faccia lunare sempre opposta al nostro pianeta.

I Cinesi si aggiudicano così un primato mondiale, recuperano per la prima volta dei campioni di una regione mai esplorata del nostro satellite naturale, grazie alla sonda n. 6 della serie che porta il nome della dea cinese della Luna, Chang’e.

La missione è stata molto articolata: la sonda ha lasciato il nostro pianeta il 3 maggio scorso, spinta dal potente lanciatore Lunga Marcia 5. In seguito, il Modulo Orbitante ha raggiunto il polo sud lunare, dove ha sganciato il lander, che includeva anche il modulo di risalita e quello in cui conservare i campioni raccolti.

Diversamente dalle sonde robotiche sovietiche degli anni Sessanta e Settanta, che tornavano direttamente sulla Terra dopo aver raccolto campioni, Chang’e 6 è ripartita dal nostro satellite per riunirsi con l’orbiter, al quale ha consegnato la capsula con il materiale lunare, che poi è arrivato sulla Terra con un apposito modulo di ritorno. Era dal 1976, con la sonda sovietica Luna 24, che non si effettuava una raccolta di campioni lunari.

Chang’e 6 ha prelevato materiale dal cratere Apollo, situato nel Bacino Polo Sud Aitken, uno dei crateri più antichi del Sistema solare. Il meteorite che lo ha formato deve aver colpito la Luna con una potenza tale da riuscire spaccare la crosta fino a raggiungere il mantello superiore e far emergere i materiali di cui è composto.

Chang’e 6 fa parte di un vasto programma spaziale, che prevede altre missioni verso il nostro satellite con sonde robotiche e infine l’atterraggio del primo taikonauta cinese sulla Luna.

In uno dei prossimi numeri di Cosmo2050, sarà pubblicato un articolo di Cesare Guaita dedicato a questa impresa spaziale cinese e ai suoi risultati.

 

 

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