Tecnologia italiana per il ghiaccio marziano

by Antonio Lo Campo

La scienza e la tecnologia italiana vantano un ruolo di primo piano circa la scoperta e successive conferme della presenza di ghiaccio d’acqua su Marte. Merito dello strumento radar Marsis, che dall’orbita marziana della sonda Mars Express dell’ESA, fu la prima a darne la concreta conferma della sua presenza nel sottosuolo. Vi è inoltre la sonda ExoMars Rover, che andrà a trivellare il suolo con una trivella che andrà proprio a “carotare” ghiaccio a caccia di forme di vita biologica.

E la tecnologia made in Italy sarà ancora protagonista nelle future esplorazioni delle sonde robotizzate che andranno a cercare forme di vita elementare passata (e magari, chissà, presente) sul Pianeta rosso. È stato firmato lo scorso weekend, il contratto tra l’Agenzia spaziale italiana (ASI) e Thales Alenia Space per lo sviluppo del sistema di comunicazioni Terra-Marte e un payload complementare, Vhf Sounder, per la missione International Mars Ice Mapper (I-MIM) concepita da una partnership tra le agenzie spaziali italiana ASI, canadese CSA, giapponese JAXA e statunitense NASA, il cui lancio è ipotizzato nel periodo 2031-2033.

Il documento è stato sottoscritto dal direttore generale Luca Vincenzo Maria Salamone, alla presenza del presidente dell’ASI, Teodoro Valente. con l’amministratore delegato della Thales Alenia Space Massimo Claudio Comparini. L’Italia, attraverso l’ASI, darà un nuovo fondamentale contributo alla futura esplorazione di Marte.

È la realizzazione del sistema di telecomunicazioni interplanetarie destinato a diventare infrastruttura orbitante attorno a Marte e garantire comunicazioni e trasferimento dati tra la Terra e Marte, inclusi gli elementi sul suolo marziano presenti e futuri (rover, lander). Il programma permetterà di sviluppare tecnologie in grado di accelerare la realizzazione di nuove antenne LDR (Large Deployable Antenna) e VHF sounding radar di nuova generazione, elementi fondamentali per le future esplorazioni nello spazio.

“Questo è un programma chiave sia per Thales Alenia Space che per l’Agenzia Spaziale italiana soprattutto perché unisce delle competenze e delle tecnologie differenti, ossia quelle delle telecomunicazioni e quelle della radaristica spaziale, tecnologie molto avanzate che dimostrano il nostro primato assoluto a livello europeo” – ha commentato Massimo Comparini, Amministratore Delegato di Thales Alenia Space Italia .

“Abbiamo una lunga esperienza nella progettazione, assemblaggio, test e integrazione di grandi antenne per missioni di esplorazione dello spazio profondo come Cassini-Huygens, che ha esplorato Saturno e la sua luna Titano, e BepiColombo, attualmente in viaggio verso Mercurio” – aggiunge l’AD di Thales Alenia Space Italia.

“La firma di questo contratto è di straordinaria importanza – sottolinea il presidente dell’ASI, Teodoro Valente – segna un passo significativo nella presenza italiana nel campo dell’esplorazione del Pianeta Rosso, confermando le nostre competenze. Testimonia, tra l’altro, l’impegno congiunto nel perseguire obiettivi ambiziosi, che avrà un impatto positivo sulla comunità scientifica e industriale, posizionando l’Italia al centro delle iniziative spaziali internazionali. La missione Mars Ice Mapper rappresenta una importante opportunità di crescita del nostro impegno continuo nell’esplorazione spaziale e nel cercare risposte alle domande fondamentali sull’origine del nostro Sistema solare”.

L’architettura della missione International Mars Ice Mapper è attualmente in fase di consolidamento in partnership tra le quattro agenzie spaziali, e prevede un satellite in orbita intorno a Marte equipaggiato con un Synthetic Aperture Radar (SAR) polarimetrico in banda L e un Sounding Radar VHF il cui scopo è quello di identificare e mappare le riserve di ghiaccio e/o di acqua sotto i primi metri della superficie marziana, ovvero in siti accessibili per poter pianificare la presenza umana e lo sfruttamento della risorsa del sottosuolo nel prossimo futuro.

Completano il sistema I-MIM, un modulo che verrà sganciato, equipaggiato con una camera ad alta risoluzione che, dopo essersi separato dal satellite “madre”, eseguirà le osservazioni in modalità indipendente ma in sinergia con i sistemi radar, e un lander destinato a dimostrate capacità innovative di arrivo sicuro e preciso sulla superficie marziana. L’Italia, si propone con un ruolo da protagonista per le telecomunicazioni interplanetarie per la trasmissione della grande mole di dati che saranno raccolti durante le fasi di osservazione e per lo sviluppo di un concetto innovativo di VHF Sounding Radar che insieme al radar SAR in banda L consentirà di identificare riserve di ghiaccio e di acqua nelle zone accessibili di Marte e contribuire a preparare le missioni umane del futuro.

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