Per la prima volta gli astronomi hanno individuato una prova convincente dell’esistenza di un possibile esosatellite, o esoluna, al di fuori del Sistema solare. La scoperta è stata realizzata grazie alle osservazioni del Very Large Telescope (Vlt) dell’Osservatorio Australe Europeo (Eso) e riguarda il sistema CD-35 2722, situato a circa 73 anni luce dalla Terra.
A rendere eccezionale questa scoperta non è soltanto l’individuazione di un nuovo corpo celeste, ma la sua natura. L’oggetto, infatti, ha una massa paragonabile a quella di Giove e orbita attorno a una nana bruna, un corpo troppo massiccio per essere considerato un pianeta ma troppo piccolo per innescare la fusione nucleare e diventare una vera stella. A sua volta, la nana bruna ruota attorno alla stella principale del sistema, creando una configurazione che non trova analoghi nel Sistema solare.
Questa particolare architettura mette in crisi le tradizionali classificazioni astronomiche. Nel Sistema solare una luna orbita sempre attorno a un pianeta, mentre in questo caso il corpo individuato orbita un oggetto che non è né un pianeta né una stella. Per questo motivo gli scienziati preferiscono parlare di esosatellite piuttosto che di esoluna, almeno finché la comunità astronomica non definirà criteri più precisi.
La scoperta è stata ottenuta utilizzando il metodo delle velocità radiali, lo stesso che ha rivoluzionato la ricerca degli esopianeti negli ultimi trent’anni. Analizzando le minuscole oscillazioni della nana bruna, i ricercatori hanno rilevato l’influenza gravitazionale esercitata dal corpo orbitante, ricavandone massa minima e periodo orbitale. Lo studio suggerisce inoltre la possibile presenza di un secondo satellite, anche se saranno necessarie nuove osservazioni per confermarne l’esistenza.
Se confermata, questa scoperta rappresenterà un punto di svolta nella ricerca degli esosatelliti. I futuri strumenti dell’Extremely Large Telescope (Elt) dell’Eso permetteranno infatti di caratterizzare meglio sistemi di questo tipo e comprendere come si formino lune e pianeti in ambienti molto diversi da quello del Sistema solare. Più che rispondere a una domanda, CD-35 2722 apre una nuova finestra sull’Universo, mostrando che la natura è spesso più creativa delle categorie con cui cerchiamo di descriverla.