GJ 3378B, UNA SUPER-TERRA “ABITABILE” NELLA GIRAFFA

Un probabile mondo roccioso e ospitale, bersaglio ideale per la futura caccia alle biofirme

by Piero Stroppa

Si trova a “soli” 25 anni luce da noi, nella costellazione della Giraffa, Gj 3378b è un esopianeta che potrebbe essere simile alla Terra. Osservato con l’Hobby-Eberly Telescope (Het) del McDonald Observatory, il pianeta orbita attorno a una piccola stella nana rossa nella cosiddetta “zona abitabile”, la regione in cui le temperature planetarie potrebbero consentire l’esistenza di acqua liquida in superficie.

Per studiare Gj 3378b, il team di ricerca ha utilizzato lo spettrometro Habitable-zone Planet Finder, (Hpf) installato sull’Het. Mentre il pianeta orbita, la sua forza gravitazionale attira a sé la stella ospite, creando una leggera oscillazione nel moto di quest’ultima, nota come wobble. Misurando questo minuscolo spostamento, è possibile calcolare la massa e l’orbita del pianeta. Hpf è ottimizzato per studiare la luce infrarossa: più le stelle sono piccole, infatti, più sono fredde, e la maggior parte della loro energia viene emessa proprio in queste lunghezze d’onda.

 Una super-Terra potenzialmente abitabile

Gj 3378b è una super-Terra, ovvero un pianeta roccioso più grande del nostro, ma non così massiccio da trattenere un’atmosfera densa e schiacciante, che sarebbe letale per la vita sulla sua superficie. Quando è stato scoperto nel 2024, si stimava che il pianeta avesse una massa pari a circa cinque volte quella della Terra. Grazie a nuove e più precise osservazioni, guidate da Paul Robertson di Uc Irvine, il valore è stato ridimensionato a circa 2,3 masse terrestri. Questo nuovo dato aumenta notevolmente la probabilità che Gj 3378b sia effettivamente un mondo roccioso privo di quell’atmosfera densa e soffocante che ne avrebbe precluso l’abitabilità.

Le analisi hanno permesso di ridefinire anche il periodo orbitale del pianeta, riducendolo da 25 a 21 giorni. Sebbene si tratti di un’orbita minuscola paragonata a quella terrestre, questa estrema vicinanza è necessaria per mantenere il pianeta nella zona abitabile, dato che la stella ospite ha dimensioni pari a circa un terzo del Sole. Questa prossimità, d’altro canto, potrebbe anche esporre il pianeta a intense radiazioni stellari capaci di farne evaporare l’atmosfera; saranno quindi necessarie ulteriori osservazioni per comprendere le reali condizioni del pianeta.

Le analisi su Gj 3378b andranno ad arricchire il catalogo dei bersagli preferenziali per la prossima generazione di telescopi, come il Giant Magellan Telescope, l’Extremely Large Telescope e l’Habitable Worlds Observatory, che entreranno in funzione nei prossimi anni. Grazie a specchi giganti per la raccolta della luce, questi telescopi saranno in grado di osservare direttamente i pianeti extrasolari e andare a caccia delle prime, attesissime tracce di vita.

 

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