Un sistema planetario che sembra aver letto il manuale di formazione dei pianeti… al contrario. È quello della nana rossa LHS 1903 (stella n. 1903 del catalogo Luyten Half-Second) distante 116 anni luce nella costellazione della Lince. Attorno ad essa, un team guidato dall’Università di Warwick ha individuato un’architettura che ribalta lo schema a cui siamo abituati nel Sistema solare, con un corpo roccioso che occupa la regione più esterna del sistema.
La scoperta è stata possibile grazie ai dati del telescopio spaziale europeo Cheops, una missione dedicata allo studio dettagliato degli esopianeti già noti. Lanciata nel 2019 e prorogata fino al 2026, Cheops misura con altissima precisione le dimensioni dei pianeti in transito, permettendo di ricostruirne densità e composizione.
Nel sistema di LHS 1903 orbitano quattro pianeti: uno roccioso interno, due giganti gassosi intermedi e, sorprendentemente, un altro pianeta roccioso in posizione esterna. Secondo i modelli tradizionali, le regioni lontane dalla stella (più fredde e ricche di gas) favoriscono la nascita di giganti gassosi. Trovare un piccolo mondo roccioso così distante richiede di rivedere le tempistiche e le condizioni di formazione.
Le analisi escludono scambi di orbita o collisioni catastrofiche che avrebbero potuto spogliare un gigante della sua atmosfera. L’ipotesi più plausibile è che i pianeti si siano formati in fasi successive: quando l’ultimo, quello esterno, ha preso forma, il disco protoplanetario poteva essere già povero di gas. Un indizio prezioso che suggerisce come la nascita dei pianeti possa essere un processo più flessibile e meno “ordinato” di quanto abbiamo finora immaginato.
La missione vede un ruolo di primo piano dell’Italia, con il contributo dell’Istituto nazionale di astrofisica e dell’Agenzia spaziale italiana, in sinergia con diverse università. Un risultato che rafforza la leadership europea nello studio delle architetture planetarie e apre nuove domande sull’evoluzione dei sistemi esoplanetari.
In figura, una rappresentazione artistica del sistema planetario di LHS 1983.
Antonio Pasqua