Al termine della missione di dieci giorni che ha sorvolato il lato nascosto della Luna, i quattro astronauti della missione Artemis 2 sono rientrati sulla Terra. La capsula euro-statunitense Orion è arrivata nell’oceano Pacifico alle 17.07 locali (le 2.07 della notte in Italia), con un ammaraggio vicino a San Diego, in California.
«Che viaggio! Stiamo tutti bene». Sono le parole del comandante, Reid Wiseman, subito dopo l’arrivo della capsula. Wiseman ha detto che le condizioni dell’equipaggio (composto anche da Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen) sono buone. L’equipaggio è rimasto nella capsula, in mare aperto, per quasi due ore. Si sono quindi svolte tutte le operazioni di post-ammaraggio e gli astronauti sono stati trasferiti prima su elicotteri della marina statunitense e poi su una nave dove in seguito hanno svolto i previsti controlli medici.
Nella foto di apertura, la Orion con i palloni di galleggiamento in attesa delle squadre di recupero.
Il tuffo negli strati atmosferici e lo splashdown
Artemis 2 ha quindi concluso un viaggio di 1.118.624 chilometri tra Terra e Luna e ritorno. Una volta entrata negli strati atmosferici, all’1.54 (ora italiana), si sono verificati gli otto minuti di previsto blackout nelle comunicazioni con la nave spaziale, a causa della ionizzazione, avvolta dalle fiamme del plasma atmosferico.
Superato l’attraversamento degli strati meno densi dell’atmosfera, Orion si trovava a 8077 metri sopra l’Oceano Pacifico, ma continuando a precipitare a 523 chilometri orari. Poi sono stati azionati dei dispositivi pirotecnici per rilasciare la prima serie di paracadute: cioè i tre paracadute di copertura del vano anteriore, che hanno un diametro di 2 metri. A 7620 metri si sono aperti i due paracadute di guida più grandi, con un diametro di 7 metri, per stabilizzare ulteriormente la capsula prima del rilascio dei paracadute principali, larghi 35 metri, a circa 3000 metri d’altezza dalle acque, e a una velocità di discesa di 200 chilometri orari. Con la Orion che penzolava 80 metri al di sotto dei paracadute principali. Lo splashdown è avvenuto alla velocità di 32 chilometri orari.
Ora per i quattro astronauti inizia un altro viaggio molto lungo. Ma sulla Terra, tra celebrazioni, eventi, manifestazioni ufficiali e pubbliche.

Victor Glover e Christina Koch, stanchi ma felici, su uno degli elicotteri della Us Navy che li ha recuperati dopo l’ammaraggio