L’osservatorio Vera C. Rubin (Vrt, Vera Rubin Telescope, vedi Cosmo2050 n. 63) ha captato i primi eventi astronomici, dando così il via alla sua campagna di monitoraggio del cosmo in tempo reale. Nella notte del 24 febbraio scorso ha diffuso 800mila alert legati al rilevamento di nuovi asteroidi, nuclei galattici attivi e supernove.
Tuttora in collaudo, il Vrt avvia così un monitoraggio dinamico e in tempo reale del cielo che in futuro produrrà milioni di alert per notte. I primi alert diffusi sono tra le ultime tappe del collaudo, prima che il Vrt inauguri il Legacy Survey of Space and Time (Lsst), la mappatura del cielo che avvierà nel corso di quest’anno.
Con il programma Lsst l’osservatorio ottico scansionerà l’intero cielo dell’emisfero meridionale ogni 3–4 giorni per i prossimi 10 anni, con la fotocamera digitale più grande di sempre. Nel primo anno del programma Lsst, il Vrt catalogherà più oggetti di quelli complessivamente fotografati da tutti gli osservatori ottici lungo l’intera storia dell’umanità.
Situato sulle Ande cilene a 2600 m di quota sul Cerro Pachon, il Vrt è un progetto delle agenzie statunitensi Nsf e Doe con il coinvolgimento dell’Italia grazie all’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf). È stato dedicato all’astronoma statunitense Vera C. Rubin (1928-2016), la “Signora della materia oscura”, perché ci si aspetta che questo strumento possa aiutare anche le indagini su questo misterioso componente dell’Universo.