UN FRANCOBOLLO PER RENAZZO

Un’emissione celebrativa per il bicentenario della caduta del meteorite

by Redazione

Domenica 21 Luglio 2024, ore 10.30 in Piazza F. Lamborghini a Renazzo di Cento (FE), nel bicentenario della caduta della meteorite Renazzo, l’Annullo Filatelico di Poste Italiane ha presentato il francobollo che ricorda l’evento del 15 gennaio 1824. Poste Italiane ha attivato in tarda mattinata un servizio postale temporaneo con lo speciale annullo “Primo giorno di emissione“. Oltre all’annullo filatelico, presso il servizio temporaneo erano disponibili i prodotti filatelici correlati: folder, cartoline, tessere filateliche e bollettini illustrativi.

Meteoriti Italia APS, che da anni si occupa di divulgare la conoscenza delle meteoriti e promuovere il patrimonio meteoritico italiano, in collaborazione con la rete Prisma (Prima Rete Italiana per la Sorveglianza sistematica di Meteore e Atmosfera), un progetto dell’Inaf (Istituto Nazionale di Astrofisica), si è fatta promotrice per proporre al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, tramite il Comune di Cento, l’emissione di un francobollo che ricordi questa importante meteorite italiana.
La data del 21 luglio era stata proposta dall’amministrazione comunale di Cento per farla coincidere con una delle giornate della fiera locale. Il Ministero e il poligrafico hanno acquisito poi documenti, foto e immagini tra le quali hanno selezionato quella da mettere sul francobollo e in tutto il materiale collaterale edito da Poste Italiane come cartoline, folder e tessere filateliche.

Il francobollo su Renazzo è un’emissione ordinaria tematica che rientra nelle Eccellenze del Patrimonio naturale e paesaggistico, stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia; tiratura: duecentocinquantamila venti esemplari. Vedi il comunicato ufficiale a questo link.

Il collezionismo filatelico sulle meteoriti

Il collezionismo filatelico è un mezzo di divulgazione straordinario per promuovere in tutto il mondo le bellezze e le eccellenze di un Paese. Già nel 1957 l’Unione Sovietica ricordava i 10 anni dalla caduta di Sikhote-Alin. Alle 10:30 del 12 febbraio 1947, nella zona attorno ai Monti Sikhotė-Alin della Siberia orientale, un grosso bolide più luminoso del Sole fu visto provenire da nord. La luce e il potente tuono del bolide furono percepiti fino a 300 km attorno al punto d’impatto e circa a 440 km a nord-est di Vladivostok. La scia di fumo di una trentina di chilometri rimase nel cielo siberiano per diverse ore prima di dissolversi. A un’altitudine di circa 5,6 km la massa principale, con una violenta esplosione, si ruppe in una moltitudine di frammenti che, prima di toccare il suolo, si frammentarono a loro volta in un susseguirsi di esplosioni più piccole

Perchè dedicare un francobollo proprio a Renazzo?

Renazzo, caduta il 15 gennaio 1824, è classificata come una CR2, una condrite carbonacea di tipo petrologico 2 (con abbondanti minerali idratati), capofila del gruppo CR (R come Renazzo) che conta circa 190 esemplari finora catalogati contenenti nel loro interno il materiale organico più vecchio rispetto a ogni altra meteorite. Oltre a essere un “documento” antichissimo del Si­stema solare primitivo Renazzo è la prima meteorite in assoluto a mostrare la presenza di polvere di stelle (grani presolari) e di microstrutture fossilizzate ricche di carbonio che costituisce per gli addetti ai lavori una vera e propria “stele di Rosetta” per l’astrofi­sica nucleare, cioè la chiave di lettura dei processi nucleari verificatisi in ambienti stellari completamente diversi da quelli della materia solare.

Ciò che si è appreso dalle prime analisi di frammenti di Renazzo è che la composizione isotopica del Sistema solare è il risultato del rimescolamento dei getti di materiale espulso a seguito di processi esplosivi da un enorme numero di stelle all’interno della nostra Galassia. Le indagini sulle supernove hanno evidenziato composizioni elementari ed isotopiche altamente eterogenee, sia in regioni diverse di una singola supernova, che in supernove diverse. Tali aspettative sono supportate dalle moderne teorie sull’evoluzione stellare e sulla nucleosintesi, e confermate dalle osservazioni di supernove, dei loro resti e dei grani meteoritici che si sono formati nelle supernove presolari. Campioni di Renazzo con peso variabile (tra 307,55 e 0,2 g) sono presenti in 33 collezioni, ma il campione più grande è quello custodito presso il “Museo Luigi Bombicci” dell’Università di Bologna.

I risultati delle molte analisi su campioni della meteorite supportano la teoria della panspermia, secondo cui l’origine della vita può essere stata assistita da una fornitura di molecole biologicamente importanti prodotte nello spazio e portate sulla Terra da impatti di comete e meteoriti. La notizia sorprendente che la mineralogia di asteroidi ricchi di carbonio come Bennu e Ryugu, oggetto di studio di recenti missioni spaziali, è del tutto simile a quella di alcune meteoriti carbonacee alterate dall’acqua, del gruppo Renazzo CR) e Vigarano (CV), rilancia l’ipotesi dei mattoni prebiotici di produzione esogena trasportati sul nostro pianeta.

Senza le pietre celesti come Renazzo e la famiglia delle CR di cui Renazzo è il capostipite, non avremmo potuto fare quel salto in avanti nella conoscenza dell’Universo che in definitiva ci ha prospettato la soluzione più ovvia: quella del legame esistente tra la nostra Galassia, e in generale l’Universo, e il nostro Sistema solare. Non saremmo cioè stati in grado di ricostruire quel collegamento esistente tra le polveri stellari generate da mondi in estinzione e la materia solare che ha iniziato il suo percorso verso la vita – e verso la nostra stessa esistenza – dopo essere stata inseminata da queste minutissime polveri.

 Significato del riconoscimento nazionale

Le celebrazioni del 200° anniversario della caduta di Renazzo intendono spingersi ben oltre la semplice commemorazione di un evento che ha dato lustro alla meteorite, forse la più importante tra quelle catalogate e conservate in Italia. L’obiettivo primario è di promuovere il patrimonio meteoritico nazionale e in special modo quello della Regione Emilia-Romagna che è la regione italiana con il maggior numero di ritrovamenti (circa il 30% della totalità). Non si esagera usando il termine Meteor Valley Emiliana, quando si realizza che nel corso degli anni sono state raccolte nel raggio di 100 chilometri attorno a Renazzo e poi catalogate queste meteoriti: Valdinoce (1496), Crevalcore (1586), Vago (1668), Albareto (1766), Novellara (1786), Borgo San Donnino (attuale Fidenza, 1808); Renazzo (1824), Vigarano (1910), Piancaldoli (1968), e Cavezzo (2020).

Al riguardo è fondamentale sensibilizzare l’opinione pubblica nazionale sul ruolo svolto dalla ricerca meteoritica nell’ambito dell’esobiologia che è la ricerca della vita proveniente dall’esterno trasportata e disseminata dai corpi minori (meteoriti, asteroidi e comete) del sistema solare e più recentemente in tema di esplorazione spaziale. Le recenti analisi dei campioni di asteroidi vicini alla Terra, prelevati dalle sonde spaziali Osiris-REx e Hayabusa-2 rivelano la stretta parentela con i minerali delle due meteoriti ferraresi (Renazzo e Vigarano, ambedue condriti carbonacee, le uniche conservate in Italia) e portano nuovi stimoli allo space mining, il settore di ricerca votato allo sfruttamento delle risorse minerarie degli asteroidi vicini alla Terra, oltre alle indagini sulla loro pericolosità per il genere umano.

Parlare di scienza e di progresso scientifico quando si studiano le meteoriti come laboratori spaziali disponibili sulla Terra, non è solo un mero esercizio accademico. Nello specifico quando si parla di Renazzo e della vicina Vigarano, significa parlare di rarità museali da conservare come vere e proprie “reliquie” che pre-datano il Sistema solare. L’emissione di un francobollo come atto finale di un excursus che ha visto il coinvolgimento delle istituzioni locali oltre che di tutta la comunità scientifica dei corpi minori del Sistema solare, vuole lanciare un importante messaggio che vede le due meteoriti italiane, accomunate da una sorte infausta che è quella del materiale mancante all’appello, andato disperso in qualche angolo del territorio per incuria e/o ignoranza da parte di possessori ed eredi ignari. Questo purtroppo più che un dubbio è una certezza da parte degli addetti ai lavori.

Di Renazzo, infatti, solamente poco più di 1 chilogrammo è presente nelle collezioni nazionali e internazionali, nonostante le cronache del tempo riferiscono di una raccolta di più pezzi della pietra celeste con massa complessiva di gran lunga superiore come emerge dalle ricerche fatte a fine secolo XIX pochi decenni dopo la caduta. Ancora più increscioso è il destino di uno dei due pezzi di Vigarano – il blocco Cariani (11,5 kg) – raccolti subito dopo la caduta il 20 gennnaio 1910. Attraverso ricerche di archivio svolte da Enrico Trevisani, curatore del Museo di Storia Naturale di Ferrara, sono stati ritrovati più di 6 kg, circa la metà della massa della “meteorite Cariani”; nel territorio del Comune di Vigarano Mainarda. Lo stato di conservazione del “blocco Cariani” dal 1910 ad oggi risulta pessimo e ne è la riprova lo spezzettamento subìto a causa dell’incuria.

Le condizioni ambientali hanno portato allo sbriciolamento della massa in minuscoli frammenti spigolosi del peso massimo di pochi grammi. Solo circa 1,4 kg della meteorite ritrovata anche per interessamento del Trevisani sono conservati in ambienti idonei al riparo dell’umidità e in condizioni di bassa pressione presso il Museo di Storia Naturale di Ferrara; ciò è servito a impedirne l’ulteriore sgretolamento.

Una speranza dopo le celebrazioni di Renazzo che vedono il coronamento nell’emissione del francobollo è che rianimando l’attenzione su questa meteorite, sulla sua storia e importanza scientifica possano essere ritrovati altri campioni di Renazzo e della gemella Vigarano. Non cesseremo mai di sottolineare che complessivamente, in più di 2000 anni le meteoriti raccolte in Italia sono poco più di 40, ma solo due sono condriti carbonacee ed ambedue cadute nella provincia di Ferrara, a 20 km l’una dall’altra. Non si può parlare di Vigarano senza parlare di Renazzo, in quanto le due meteoriti sono legate a doppio filo non solo per la vicinanza geografica, ma soprattutto perché furono proprio gli studi su Renazzo a indirizzare le indagini su Vigarano, fa­cendo comprendere l’esistenza e la straordinaria importanza nel suo interno di un universo in miniatura, congelato nel tempo sotto forma di polvere stellare più vecchia del Sistema solare.

In questo contesto, per interessamento della Banca Centrale Emiliana è stato pubblicato a inizio 2024 e in occasione delle celebrazioni del 13-15 gennaio un testo guida dal titolo Meteor Valley Emiliana: Renazzo e Vigarano due straordinarie pietre celesti di G. Cevolani e S. Zannarini che fanno seguito ad altri due testi pubblicati a fine 2023: L’eredità della meteorite Renazzo al bicentenario della caduta di G, Cevolani e Meteoriti storiche: il caso Renazzo CR2 di N.Borghi et al.

Cartolina-rassegna di alcune delle principali attività di studio su Renazzo e meteoriti del gruppo CR (condriti carbonacee del tipo- Renazzo)

Un altro aspetto importante da sottolineare è che a pochi chilometri da Cento-Renazzo è nato nel 2000 con finalità di conservazione, ricerca, didattica e divulgazione delle scienze naturali ed esatte, il ‘“Museo del Cielo e della Terra” di San Giovanni in Persiceto (BO), improntato al principio, proprio degli ecomusei, di assicurare la valorizzazione dei materiali nei contesti di appartenenza articolato in cinque sezioni: Astronomica, Storia Naturale, Naturalistica, Entomologica e Fisica.

Il Museo conserva presso il Planetario, una grande collezione di meteoriti provenienti da oltre 400 cadute da tutto il mondo. Attualmente (inizio 2024) la collezione si compone esattamente di 1386 campioni di meteoriti diverse rappresentative di ogni categoria e gruppo fino ad oggi conosciuti, oltre, insieme a tant’altro, a una collezione di micrometeoriti trovate un po’ in tutto il mondo.

La storia è una guerra illustre contro il tempo

L’emissione del francobollo su Renazzo rappresenta un particolare motivo di soddisfazione ed orgoglio per lo scrivente che è originario dei luoghi dove è caduta la meteorite, e che ha compiuto gli studi e insegnato nelle scuole del comune di Cento. Quando circa 30 anni fa ho voluto compilare e aggiornare il catalogo delle meteoriti italiane in qualità di responsabile della sezione “Meteore e meteoriti” della nostra comunità di planetologi, mi sono imbattuto in questa meteorite quasi misconosciuta in Italia, ma molto nota ed apprezzata all’estero.

Inseguendo un percorso non solo astronomico ma storiografico, mi sono sinceramente appassionato nelle indagini su questa pietra celeste nel tentativo di valorizzarla anche in campo nazionale se non altro per un senso di giustizia storica. Parafrasando il Manzoni che nell’introduzione de I Promessi Sposi, sostiene che la storia è come una “guerra illustre contro il Tempo”, il quale tende a sommergere nell’oblio fatti importanti, ho scritto quattro libri su Renazzo oltre a molti articoli su riviste accreditate.

Considero questi contributi scientifici il giusto impegno personale come risarcimento per l’oblio in cui per circa due secoli questo esemplareunico sotto parecchi aspetti – è stato lasciato dalla comunità scientifica nazionale. E per di più, pure una sorta di indennizzo concesso a questa meteorite che considero affettuosamente “di famiglia”. in quanto caduta in terreni della Partecipanza Agraria di Pieve di Cento di cui mi onoro essere socio, come discendente di una delle famiglie che dal XIV secolo ancora hanno per tradizione l’affitto ventennale questi terreni.

Giordano Cevolani

 

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