Tutto da rifare per la prima esometeora

by Redazione

Era il 2014 quando la meteora CNEOS 2014-01-08, la prima visitatrice conosciuta proveniente dallo spazio interstellare, impattava nell’oceano a nord-est della Papua Nuova Guinea.

Nel 2023, questa meteora ha fatto nuovamente notizia quando un team di scienziati di Harvard ha visitato quello che consideravano il luogo dell’impatto e ha dragato minuscole sferule dal fondo marino, con la speranza di poter indagare del materiale interstellare. Qualche ricercatore fantasioso aveva perfino ipotizzando che questi detriti potessero rivelare indizi di tecnologia aliena (vedi Cosmo n. 43).

Analizzando poi i dati sismici dell’impatto,  è sorto un problema. I dati di monitoraggio sismico utilizzati per tracciare il percorso della meteora nel mare potrebbero non mostrare un meteorite che ha colpito il pianeta, ma un semplice disturbo locale.

« Il segnale ha cambiato direzione nel tempo, corrispondendo esattamente a un mezzo pesante che percorre una strada che passa davanti al sismometro», ha spiegato il sismologo planetario Benjamin Fernando della Johns Hopkins University. « Ci sono molti segnali come questo e tutti hanno le caratteristiche che ci aspetteremmo da un camion in movimento piuttosto che da una meteora».

Un modo per tracciare bolidi particolarmente pesanti è attraverso i dati sismici, ovvero sia dalle vibrazioni causate dalle onde infrasoniche generate all’ingresso nell’atmosfera, che dalle vibrazioni quando pezzi di roccia esplosa cadono sulla Terra. Nel 2014 i sensori hanno registrato per  CNEOS 2014-01-08 una velocità anomala che  indicava un’origine interstellare, così gli astrofisici dell’Università di Harvard hanno deciso di indagare, cercando eventuali tracce della roccia in modo da poterla analizzare.

Ma hanno notato qualcosa di strano nei dati sismici utilizzati per modellare la traiettoria della meteora. La precisione della misurazione della traiettoria effettuata è stata molto superiore a qualsiasi altra misurazione comparabile effettuata utilizzando i dati provenienti non da una ma da più stazioni sismiche.  I dati suggerivano che CNEOS 2014-01-08 fosse caduta a più di 170 chilometri dal luogo inizialmente dato come punto di impatto . « La posizione del bolide è in realtà molto lontana da dove la spedizione oceanografica si era recata per recuperare questi frammenti di meteorite.  Hanno usato il segnale sbagliato, cercando nel posto sbagliato ». 

Graziano Chiaro

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