Plastic Treaty: eletto il cileno Julio Cardano

by F M

Finalmente un successo dall’ultima riunione dei negoziati ONU per il raggiungimento di un “trattato legalmente vincolante per combattere l’inquinamento da plastica” (tecnicamente INC-5, Quinta Sessione” del Comitato Negoziale Intergovernativo per lo sviluppo di uno strumento legalmente vincolante  sull’inquinamento da plastica, compreso quello dell’ambiente marino)[1].

Al termine di una giornata di discussioni nella sala plenaria del Centro di Conferenze Internazionale di Ginevra, a due passi dal Palazzo delle Nazioni, è stato eletto Presidente, dopo due turni di votazioni segrete, il cileno Julio Cardano, Ambasciatore, già direttore del Dipartimento per l’Ambiente, il Cambiamento Climatico e gli Oceani del suo paese.  L’elezione del nuovo presidente delle trattative INC e dei suoi vice presidenti era l’unico scopo unico di questa giornata, per riempire il vuoto lasciato dall’ecuadoregno Luis Vayas Valdivieso, che si dimise il 31 ottobre scorso dopo il fallimento dei dieci gg di trattative lo scorso agosto.

L’elezione di Cardano e dei vice presidenti è un piccolo passo avanti in questo processo negoziale, iniziato nel 2022 con le migliori intenzioni ma costantemente inficiato dalla mancanza di un consenso unanime tra i 184 paesi rappresentati. Oggetto del contendere, la portata dello strumento da approvare. Quasi 100 i paesi, dall’Europa all’Africa fino all’Australia, che sostengono con forza la necessità di uno strumento giuridico internazionale che regoli l’intero ciclo della produzione di plastiche, per porre fine all’inquinamento entro il 2040. Minore il gruppo dei cosiddetti “like-minded countries”, con in testa Arabia Saudita, Iran e il gruppo di paesi arabi produttori di petrolio, ma che vede uniti anche la Federazione Russa e gli Stati Uniti, e che si batte per un trattato su base volontaria (quindi non vincolante), focalizzato unicamente sulla gestione del rifiuto plastico.

Uno schieramento che si è manifestato con grande chiarezza anche durante la riunione del 7 febbraio, che ha seguito il consueto “copione” fatto di continue interruzioni, formalmente giustificate da richiami procedurali e pignolerie burocratiche, promosse soprattutto dalla delegazione russa. Interruzioni che si sono spinte, senza alcuna remora, fino ad addurre vere e proprie scuse prive di sostanza: come nel caso dell’Arabia Saudita, che ha lamentato di non aver ottenuto il visto dal Paese ospite (la Svizzera) per il proprio capo delegazione — visto richiesto, come ha sottolineato il giurista dell’ONU, soltanto il giorno precedente — o del Bahrein, che ha contestato l’imprecisione della traduzione degli interpreti. Ostacoli che hanno avuto il solo effetto di creare una bella complicità tra paesi tanto diversi e lontani tra loro sia geograficamente che culturalmente, come Monaco e Antigua-Barbuda, i paesi scandinavi (Norvegia compresa, pur produttrice di petrolio) e Barbados, l’ Oman e Costarica, la Svizzera e la Micronesia, la Tanzania, il Madacascar, il Peru e Gambia, e ovviamente l’Europa. Una complicità ben espressa dal commento del delegato angolano, che in risposta all’ennesima sospensione dei lavori ha suggerito, ironicamente, a tutti i delegati, di modificare la data di ritorno del loro biglietto aereo, “perché questo “è un film già visto!”.

Una corsa a ostacoli dunque questa giornata, agilmente aggirati dall’ attuale Vice-Presidente ad interim, l’Ambasciatrice Johanna Lissinger-Peitz, svedese, laureata all’ Istituto di Economia Ambientale dell’Università di Lund e da sempre impegnata su temi climatico e ambientali per il governo del suo Paese. “Tutto ciò che facciamo, ha dichiarato la Lissinger, è in qualche modo sempre finalizzato a cambiare il mondo in meglio”. Con fermezza e calma decisamente vichinghe, la Vice-Chair è riuscita a mettere a tacere gli ostruzionismi e i piagnistei dei Like Minded, fino a raggiungere entro la giornata stessa l’elezione del nuovo “Chair” e del suo “Bureau”, dopo due turni di voto segreto, facendo valere la “Regola 45”, che consente all’assemblea di procedere al voto segreto in assenza di consenso su un candidato unico.

               E così tra la candidata pakistana, icona della guerra alla plastica nel suo paese, il delegato del Senegal e l’Ambasciatore Cileno, è quest’ultimo a ottenere la maggioranza al secondo turno, con 92 voti su 145 (più 4 astensioni e 2 voti nulli). “Il Trattato –  ha dichiarato Cardano nel suo discorso di accettazione dell’incarico subito dopo l’elezione, – è urgentemente necessario per sostenere un’azione concertata e portarci insieme ad affrontare questa responsabilità condivisa. Sono deciso e desideroso di svolgere un ruolo di guida per aiutare il Comitato a tagliare questo traguardo”.

Ma al di là del successo e dell’ammirazione per la competenza e il carattere della vicepresidente Lissinger, ciò che resta di questa giornata è la percezione di un nuovo ordine mondiale. La sensazione netta che gli schieramenti tra i Paesi non siano più definiti dai punti cardinali — Nord-Sud o Est-Ovest — né dalle categorie ideologiche o economiche — destra e sinistra, ricchi e poveri, sviluppati o in via di sviluppo.


Da una parte, i Paesi — molti — consapevoli della necessità di preservare il pianeta per garantire la sopravvivenza della specie umana in condizioni dignitose, soprattutto per le generazioni più giovani e per quelle future; dall’altra, i Like-Minded, in netta minoranza ma uniti da un comune denominatore: l’ossessione per il petrolio e la dipendenza da una logica di arricchimento e dominio a qualunque costo.

[1]

The INC process was launched in March 2022 at the resumed fifth session of the UN Environment Assembly (UNEA-5.2), where Member States adopted a historic resolution to develop an international legally binding instrument on plastic pollution, including in the marine environment. This session, held at the Geneva International Convention Centre, follows INC-5.2 in August 2025 that was also held in Geneva, Switzerland. That meeting was preceded by five INC sessions: INC-1 in Punta del Este, Uruguay, in November 2022; INC-2 in Paris, France, in June 2023; INC-3 in Nairobi, Kenya, in November 2023; INC-4 in Ottawa, Canada, in April 2024; and INC-5.1 in Busan, Republic of Korea, in November–December 2024.

 

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