I multiversi e i molti noi

by Marco Sergio Erculiani

Cosa succederebbe se il nostro Universo non fosse l’unico? Se per esempio ci fossero degli universi alternativi accanto al nostro? Uno magari in cui io potessi avere più capelli di Sandy Marton o uno in cui il tempo scorresse alla rovescia? Lasciando da parte tutte le curiosità fantascientifiche che viziano il pensiero, la teoria del multiverso è un fatto scientifico?

Secondo questa teoria potrebbero esistere molti universi paralleli. Come accade spesso nella cosmologia e nella fisica delle particelle, i fisici prima ipotizzano una teoria, poi la validano con calcoli e simulazioni e poi cercano di dimostrarla con dati osservativi.

In cosmologia, un multiverso è un insieme di universi coesistenti contemporaneamente. Il nostro universo è come una sfera con pareti indefinite e un diametro pari a 93 miliardi di anni luce. Infatti, la luce partita 13,8 miliardi di anni fa a causa della sua espansione, potrebbe aver percorso una distanza molto maggiore. Al suo interno c’è tutto: pianeti, stelle, galassie, materia ed energia oscura. Spazio e tempo compresi. Molti modelli scientifici che riguardano la creazione del nostro universo dipendono dall’esistenza di un multiverso.

La teoria dell’inflazione cosmica, che è al centro delle idee attuali degli astronomi sul nostro cosmo, predice l’esistenza di un multiverso, e così la teoria di Smolin, secondo cui da ogni buco nero esistente nascerebbe un nuovo universo. E le dimensioni parallele sono contemplate in tutti i modelli inerenti alla teoria delle stringhe.

Se il numero di universi fossero infinito, ce ne sarebbero alcuni che potrebbero contenere un doppio di noi stessi, ma con leggi di natura molto differenti. Secondo Max Tegmark, matematico e cosmologo al MIT, un universo parallelo potrebbe avere almeno quattro punti chiave di lettura. 1. Non potrebbe avere nulla di qualitativamente nuovo e diverso dal nostro Universo. 2. Potrebbe avere leggi fisiche che lo governano totalmente diverse. 3. Potrebbe avere le stesse leggi fondamentali del nostro Universo ma essere stato originato con condizioni iniziali diverse. 4. Potrebbe avere le stesse leggi fondamentali della fisica, ma diversi regolamenti effettivi.

Molti scienziati hanno respinto l’idea del multiverso poiché se non è possibile lasciare il nostro Universo, non c’è modo di dimostrare che ne esistano altri. Ma se ci fossero davvero dei punti di contatto fra i vari universi? Se il nostro Universo entrasse in collisione con un altro, offrirebbe delle prove? Alcuni scienziati hanno suggerito che gli universi in collisione potrebbero lasciare dei punti “freddi” o “caldi” sul fondo cosmico a microonde (CMB), e quindi delle grandezze osservabili.

Le onde gravitazionali dal canto loro, potrebbero fornire prove a sostegno della teoria dell’inflazione cosmica.  Questa teoria prevede che le onde gravitazionali residue del Big Bang potrebbero increspare a livello microscopico la CMB e quindi, se si riuscisse a osservarle, sarebbe un altro punto a favore della teoria degli universi multipli.

Secondo una teoria, all’origine del nostro Universo se ne è creato un altro, nella direzione opposta, come due lobi di una stessa campana. Sono esattamente identici ma in uno il tempo scorre nel verso opposto rispetto all’altro. L’autore di questa idea, Lee Billings racconta che “se fossero abbastanza avanzate, entrambe le parti potrebbero avere osservatori che percepirebbero il tempo andare in due direzioni opposte. Qualsiasi essere intelligente avrebbe definito la propria direzione del tempo come allontanandosi da questo stato centrale. Penserebbero che ora viviamo nel loro passato più profondo.”

Forse sono solo visioni, ma i visionari talvolta ci imbroccano. O forse no. Forse non tutti abbiamo innumerevoli doppioni rovesci o forse è vero che non avrò mai i capelli alla Sandy Marton. Però mai dire mai.

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