Foto di Massimo Di Fusco: Stock 23 – Ammasso di Pazmino

by Redazione

Foto di Massimo Di Fusco: Stock 23 – Ammasso di Pazmino

Luogo
Ferrara

date-526
2026-09-04

Telescopio
Konus Konusky 200/1000 @950mm

Montatura
Sky-Watcher Eq6r Pro mount

Camera
Player One Poseidon-C camera

Filtri
Optolong L-QEF e L-Ultimate

Pose
Optolong L-QEF 545×180″, L-Ultimate 518×300″

Elaborazione
APP, PixInsight, PS

Message
Stock 23 (noto anche come Ammasso di Pazmino) è un ammasso aperto luminoso, di dimensioni medio-grandi (da 15′ a 29′), situato nella costellazione della Giraffa (Camelopardalis), sebbene il confine con Cassiopea passi esattamente attraverso il suo centro. È immerso in una debole regione H II (Sh2-202) e in diverse nebulose oscure (LDN), e comprende tra le 60 e le 70 stelle, incluse alcune giganti blu e rosse.

Nel numero di marzo 1978 della rivista *Sky & Telescope*, l’astronomo amatoriale John Pazmino fu accreditato della “scoperta” di questo ammasso nella rubrica “Deep-Sky Wonders” curata da Walter Scott Houston, poiché all’epoca l’oggetto non figurava in alcun catalogo o carta stellare. Sebbene Jurgen Stock lo avesse già documentato nel 1950 — catalogandolo successivamente come Stock 23 — l’oggetto era stato completamente dimenticato fino alla riscoperta indipendente da parte di Pazmino, diventando in seguito un obiettivo popolare tra gli astronomi amatoriali.

I dati fotometrici suggeriscono che Stock 23 sia in realtà un allineamento casuale di stelle piuttosto che un vero ammasso aperto fisicamente legato. Data la sua natura piuttosto sparsa e poco popolata, la sua classificazione come oggetto astronomico distinto è stata oggetto di dibattito.

Mentre alcuni studi ne stimano la distanza in circa 1.240 anni luce, altri — concentrandosi sull’associazione stellare — includono stelle come HD 20134 (parte dell’associazione Camelopardalis OB1), situata a circa 2.600 anni luce di distanza. In definitiva, l’analisi fotometrica delle stelle che lo compongono indica che l’ammasso è semplicemente un asterismo, i cui elementi si trovano a distanze molto diverse tra loro anziché essere fisicamente connessi. È interessante notare che anche la regione H II Sh2-202 si trova a una distanza di 2.600 anni luce, conferendo a questa zona di cielo il suo caratteristico bagliore rossastro.

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