Scoperto PSR J0435+3233, un raro sistema stellare triplo a 6800 anni luce dalla Terra
La comprensione dell’evoluzione dei sistemi stellari multipli ha fatto un notevole passo avanti grazie alla scoperta di PSR J0435+3233, un affascinante e rarissimo sistema triplo gerarchico, situato a circa 6800 anni luce di distanza dalla Terra. Lo studio pubblicato su The Astrophysical Journal Letters svela una complessa architettura cosmica composta da tre corpi celesti legati dalla gravità, la cui dinamica offre preziose informazioni sulla fisica stellare avanzata.
Una pulsar al millisecondo al centro del sistema
Al centro del sistema si trova una pulsar al millisecondo con un periodo di rotazione ultrarapido di appena 3,2 millisecondi. Questa stella di neutroni è stata scoperta inizialmente grazie alla straordinaria sensibilità del grande radiotelescopio cinese Fast e confermata successivamente anche nelle osservazioni in raggi gamma del telescopio spaziale Fermi.
Una nana bianca e una stella subgigante completano il sistema triplo
La pulsar forma una stretta binaria interna con una stella nana bianca composta di elio e caratterizzata da un’orbita quasi perfettamente circolare con un periodo di circa 8 giorni.
A completare la configurazione vi è un terzo componente esterno: una stella subgigante di tipo G, molto simile al Sole, che orbita attorno alla coppia interna con un periodo di circa 73,5 anni e un’alta eccentricità orbitale.
Le osservazioni di Gaia e l’Effetto Shapiro svelano le caratteristiche orbitali
L’analisi combinata dei dati radio, dei ritardi di propagazione noti come Effetto Shapiro e delle rilevazioni ottiche e infrarosse del satellite Gaia e del sistema di telescopi a terra Pan-Starrs ha permesso ai ricercatori di calcolare con precisione i parametri orbitali e di stimare le masse dei componenti, che variano leggermente a seconda dell’inclinazione geometrica del sistema (circa 85 o 54 gradi).
Questa scoperta rappresenta un laboratorio naturale straordinario. Non solo offre l’opportunità di studiare i processi evolutivi dei sistemi primordiali e di testare le teorie della gravità attraverso la precisione estrema del pulsar timing, ma permette anche di tracciare il destino a lungo termine di questo bizzarro sistema stellare, destinato a evolversi in una configurazione finale composta da una stella di neutroni e due nane bianche.