Ada Lovelace Day 2026: le donne che hanno scritto il futuro, dalla nascita del computer alla conquista dello spazio
Il 13 ottobre si celebra il talento femminile nella scienza e nella tecnologia. Dalla visione rivoluzionaria di Ada Lovelace ai calcoli che hanno portato l’uomo sulla Luna, fino alle protagoniste delle moderne missioni spaziali. Un viaggio che arriva a Padova, dove il 16 e 17 ottobre il Festival Donne fra le Stelle accende i riflettori sulle donne che stanno disegnando il futuro dell’esplorazione cosmica.
Ada Lovelace, la donna che immaginò il futuro prima che esistesse
Nel XIX secolo, quando il computer era ancora un’idea lontanissima e lo spazio sembrava appartenere soltanto ai sogni degli astronomi, una giovane matematica inglese intuì qualcosa di straordinario: le macchine avrebbero potuto fare molto più che eseguire semplici calcoli.
Si chiamava Ada Lovelace, era nata nel 1815 ed era figlia del poeta Lord Byron. Collaborando con il matematico Charles Babbage, comprese le potenzialità della sua macchina analitica, un dispositivo meccanico mai completato che anticipava alcuni principi dei moderni computer.
Nel 1843 pubblicò un algoritmo destinato a quella macchina, oggi considerato uno dei primi esempi pubblicati di programmazione informatica. Ma la sua intuizione più importante andava oltre i numeri: una macchina avrebbe potuto elaborare simboli, informazioni e persino musica.
Quasi due secoli dopo, quella visione vive nei computer che controllano satelliti, nei software che guidano le sonde interplanetarie e negli algoritmi con cui gli scienziati studiano l’Universo.
L’Ada Lovelace Day, celebrato quest’anno martedì 13 ottobre, nasce proprio per valorizzare i contributi delle donne alle discipline STEM: scienza, tecnologia, ingegneria e matematica.
Prima dei grandi computer e delle missioni automatizzate, i viaggi spaziali dipendevano da calcoli estremamente complessi, spesso eseguiti a mano. Tra le menti che resero possibile quella rivoluzione c’era Katherine Johnson, matematica afroamericana della NASA.
Nel 1962, quando John Glenn si preparava a diventare il primo americano a orbitare intorno alla Terra, volle che fosse proprio Johnson a verificare i calcoli prodotti dai computer elettronici. Il suo lavoro fu determinante per la sicurezza delle missioni Mercury e contribuì anche al programma Apollo.
Un’altra figura fondamentale fu Margaret Hamilton, che guidò il gruppo di sviluppo del software di volo del programma Apollo al MIT. Durante l’allunaggio dell’Apollo 11, nel 1969, la capacità del sistema di gestire gli allarmi e assegnare priorità alle operazioni contribuì al successo della missione.
Hamilton, scomparsa il 30 settembre 2026 all’età di 90 anni, lascia un’eredità scientifica che va ben oltre la conquista della Luna: il suo lavoro ha contribuito a definire i principi della moderna ingegneria del software, in cui affidabilità e gestione degli errori sono essenziali.
Dalla prima astronauta alle nuove frontiere dell’esplorazione
Nel 1963 la sovietica Valentina Tereshkova divenne la prima donna a viaggiare nello spazio, a bordo della Vostok 6. Aveva appena 26 anni e dimostrò che l’esplorazione spaziale non poteva restare un territorio esclusivamente maschile.
Da allora altre protagoniste hanno ampliato i confini della presenza femminile nello spazio.
Tra queste Samantha Cristoforetti, prima italiana nello spazio e prima donna europea a comandare la Stazione Spaziale Internazionale, diventata un riferimento per una nuova generazione di aspiranti astronaute.
Ma la storia delle donne nello spazio non riguarda soltanto chi lascia la Terra. È fatta anche di astrofisiche che studiano galassie lontane, ingegnere che sviluppano sistemi di navigazione, ricercatrici che analizzano i dati dei telescopi e scienziate che progettano tecnologie destinate alla Luna e a Marte.
Un universo di competenze spesso meno visibile delle missioni con equipaggio, ma altrettanto indispensabile.
L’Italia guarda alle stelle: a Padova il festival dedicato alle donne dello spazio
È proprio questo universo di talenti il protagonista del Festival Donne fra le Stelle 2026 che si terrà il 16 e 17 ottobre 2026 al Centro Culturale Altinate San Gaetano di Padova.
Giunto alla quinta edizione, il progetto si presenta quest’anno nella forma di un festival nazionale dedicato alla divulgazione scientifica, all’esplorazione spaziale e alla valorizzazione delle donne nelle STEM.
Il tema scelto, Percorrere ambienti estremi come chiave di conoscenza e di nuove sfide, invita a riflettere su come l’esplorazione degli ambienti più difficili, dallo spazio alle condizioni estreme sulla Terra, possa aprire nuove strade alla ricerca.
Tra le protagoniste annunciate figurano Patrizia Caraveo, astrofisica e presidente del comitato tecnico-scientifico dell’associazione, Simonetta Cheli, direttrice dei programmi di Osservazione della Terra dell’ESA, e Cinzia Zuffada, già Deputy Chief Scientist al Jet Propulsion Laboratory della NASA.
Il programma affronta anche il ruolo dell’intelligenza artificiale, della fisica quantistica e dell’imprenditoria spaziale, con incontri dedicati alle startup guidate da donne e alle nuove opportunità della space economy.
Non mancherà un collegamento con Gisella de Rosa, scienziata della missione NASA Nancy Grace Roman Space Telescope, dedicata alla grande astronoma statunitense considerata una delle figure decisive nella nascita del telescopio Hubble.
Il festival ospiterà inoltre il Premio nazionale Rossella Panarese per la divulgazione scientifica spaziale, dedicato alla memoria della giornalista che ha contribuito a portare la scienza nelle case degli italiani attraverso Radio3.
Il futuro dello spazio ha bisogno di tutte le menti
Dalla macchina analitica di Ada Lovelace ai sistemi di navigazione delle future missioni lunari, il progresso scientifico è il risultato di intuizioni, competenze e collaborazioni che attraversano generazioni.
Celebrare l’Ada Lovelace Day significa quindi molto più che ricordare le grandi scienziate del passato. Significa interrogarsi sulle opportunità offerte oggi alle nuove generazioni e sulla necessità di rendere la ricerca un ambiente in cui il talento possa esprimersi senza barriere.
L’appuntamento di Padova rappresenta un’occasione concreta per incontrare le protagoniste di questa trasformazione, ascoltare le loro esperienze e scoprire quali professioni contribuiranno a costruire il futuro dell’esplorazione spaziale.
Perché la prossima grande scoperta astronomica, la tecnologia capace di portarci su Marte o l’algoritmo che rivoluzionerà la nostra comprensione dell’Universo potrebbero nascere proprio dall’intuizione di una ragazza che oggi, guardando il cielo, decide di diventare scienziata.





