Il primo volo del razzo Spectrum di Isar Aerospace si è concluso con un fallimento il 30 marzo, quando il veicolo ha perso il controllo dell’assetto pochi secondi dopo il decollo, precipitando rovinosamente sulla Terra. Tuttavia, la compagnia lo definisce comunque un test di successo, avendo raggiunto tutti gli obiettivi di raccolta dati prefissati.
Lo Spectrum è decollato dalla base spaziale di Andøya, in Norvegia, alle 6:30 del mattino (ora della costa Est degli Stati Uniti), segnando il primo tentativo di lancio orbitale di un’entità commerciale dall’Europa continentale (esclusa la Russia). Le avverse condizioni meteo avevano già posticipato il volo di oltre una settimana.
Un volo promettente interrotto dopo 30 secondi
Dopo un inizio promettente sotto un cielo limpido, il razzo ha improvvisamente perso il controllo dell’assetto circa 25 secondi dopo il decollo, proprio mentre l’annunciatore del webcast della compagnia descriveva la manovra di pitchover, cruciale per garantire l’accelerazione orizzontale necessaria a raggiungere l’orbita.
Entro cinque secondi, il razzo ha iniziato una pericolosa rotazione incontrollata e ha iniziato a precipitare. Il webcast ha interrotto le immagini, ma un’esplosione è stata chiaramente udibile circa dieci secondi dopo. Un video pubblicato dal giornale norvegese VG ha mostrato il razzo schiantarsi al suolo vicino alla rampa di lancio ed esplodere.
La risposta di Isar Aerospace: “Abbiamo raggiunto i nostri obiettivi”
In una conferenza stampa quattro ore dopo il lancio, i dirigenti della compagnia hanno spiegato che il sistema di terminazione del volo – progettato per spegnere i motori in caso di emergenza – è stato attivato al secondo 30 del volo, facendo sì che il razzo precipitasse in una zona d’acqua prestabilita vicino alla piattaforma di lancio.
“La rampa di lancio è rimasta intatta, il che è un buon segno”, ha dichiarato Daniel Metzler, CEO di Isar Aerospace.
Metzler ha evitato di speculare sulle cause della perdita di controllo, affermando che un’indagine approfondita, in collaborazione con la base spaziale di Andøya e le autorità norvegesi, chiarirà le dinamiche dell’incidente nei prossimi giorni.
Nonostante l’esplosione, Isar Aerospace ha dichiarato il test un successo. “Abbiamo raccolto una quantità enorme di dati, e questo ci posiziona bene per il secondo volo”, ha affermato Metzler.
Il futuro del programma Spectrum
Lo Spectrum è un razzo a due stadi progettato per trasportare fino a 1.000 kg in orbita terrestre bassa e 700 kg in orbita solare sincrona. Il primo stadio è alimentato da nove motori Aquila, che utilizzano ossigeno liquido e propano liquido, mentre il secondo stadio è equipaggiato con un singolo motore ottimizzato per il vuoto.
L’azienda, che ha raccolto oltre 400 milioni di euro in finanziamenti, sta già lavorando alla produzione del secondo e terzo razzo Spectrum. Tuttavia, non è stata ancora fissata una data per il prossimo lancio, poiché il team sta analizzando i dati del volo inaugurale per apportare le modifiche necessarie.
“Non ci aspettavamo di raggiungere l’orbita in questo test”, ha spiegato Metzler. “Il nostro obiettivo era raccogliere dati, e ci siamo riusciti alla grande.”
L’Europa alla conquista dello spazio
Il fallimento del primo lancio di Spectrum arriva in un momento cruciale per l’industria spaziale europea. L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha recentemente lanciato la European Launcher Challenge, un concorso per sostenere nuove aziende europee nello sviluppo di veicoli di lancio.
Dopo l’incidente, il Direttore Generale dell’ESA, Josef Aschbacher, ha incoraggiato Isar Aerospace su X (ex Twitter):
“Il lancio è difficile. Mai arrendersi, continuate con ancora più energia!”
Il settore europeo dei piccoli lanciatori sta affrontando una competizione sempre più accesa, con aziende come Rocket Factory Augsburg che stanno lavorando ai propri razzi. Tuttavia, finora nessun razzo europeo commerciale ha raggiunto l’orbita.
Isar Aerospace farà la storia nel prossimo lancio? Il futuro dell’industria spaziale europea dipende da questi pionieri, pronti a sfidare i giganti globali nella corsa allo spazio.