Un po’ di musica terreste per le serate di ET

by Redazione

Luyten b (o GJ 273 b) è una super-Terra con una massa minima di 2,89 ± 0,26 masse terrestri e un periodo orbitale di 18,65 giorni. Orbita attorno a GJ 273, una nana rossa che si trova nella costellazione del Cane Minore a una distanza di 12,4 anni luce dalla Terra. Classificata con il tipo spettrale M3.5V, questa stella ha massa e il raggio circa  il 29% dei rispettivi valori solari ed una temperatura efficace di 3382 ± 49 K.  

Verso questo sistema un radiomessaggio è stato inviato per un tempo totale di 8 ore dal radiotelescopio Eiscat nei pressi di Tromsø, Norvegia. Luyiten b orbita nella zona abitabile della sua stella , ma questo, nei temi del SETI,  ci dice molto poco. Infatti, anche se il pianeta contenesse acqua allo stato liquido, non è detto che anche lì la vita sia nata, si sia evoluta fino a creare organismi intelligenti, con una tecnologia in grado di ricevere il nostro messaggio, interpretarlo e rispondere. Poniamo il caso fortunato che ET sia proprio in attesa del nostro segnale , la  sua eventuale risposta, comunque, non arriverà prima del 2042. Servono infatti  12,4 anni al segnale per arrivare a destinazione e altri 12,4 per ricevere una risposta. Comunque molti meno rispetto ai 50.000 anni necessari per avere una risposta al complesso messaggio di Arecibo, inviato 50 anni fa, era il 16 novembre 1974. Il messaggio è stato indirizzato verso l’ammasso globulare di Ercole (M 13), a 25.000 anni luce da noi.

I promotori del messaggio si sono occupati di cosa trasmettere verso il pianeta e hanno pensato di usare la musica ed insieme con gli organizzatori del festival di musica e tecnologia Sónar di Barcellona, hanno lavorato a un messaggio che fosse semplice da decodificare e comprendere.  La base di partenza è stata quindi la matematica con un principio piuttosto semplice e che in teoria vale su qualsiasi pianeta nell’Universo: l’addizione. Hanno poi aggiunto livelli di difficoltà crescenti per illustrare i passaggi matematici che portano alla comprensione del suono e infine della musica. Chissà se il brano finale è anche ballabile?  Tralasciando l’ironia, è stata una buona la scelta ? Lo sparacchiamento “ a caso” di messaggi nello spazio è cosa conveniente, oppure no? Qualche voce autorevole si è già espress al riguardo, Stephen Hawking, ad esempio. Anche per Hawking è matematicamente impossibile che non esistano altre forme di vita nell’immensità dell’Universo, su questo lo scienziato non ha dubbi. Tuttavia Hawking non è certo ottimista sul livello evolutivo di questi extraterrestri: molte forme di vita aliene potrebbero essere troppo intelligenti, troppo pericolose e il contatto diretto con queste forme di vita potrebbe essere una mezza catastrofe per il genere umano: “Se gli alieni venissero davvero a farci visita, – sostiene Hawking – penso che sarebbe come quando Cristoforo Colombo è approdato in America, cioè un momento tragico per i nativi americani”.  

Della stessa idea è anche Dan Werthimer, un astronomo dell’Università della California a Berkley che di SETI ne sa parecchio e con il quale ho il piacere di collaborare. Dan ha commentato: «è come gridare in una foresta senza sapere se ci sono leoni, tigri, orsi o altre bestie pericolose». Douglas Vakoch, presidente del METI ( Messaging to Extra-Terrestrial Intelligence ) commenta che una  risposta sarebbe «un risultato improbabile, ma sicuramente gradito». Già, gradito da chi?

Graziano Chiaro

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