Bellatrix: la Stella dell’Amazzonia

by Marco Sergio Erculiani

La costellazione di Orione è una presenza fissa nel cielo invernale. E ed è stata riconoscibile per centinaia di anni, da poeti, navigatori e semplici appassionati.

Lo sguardo di oggi si rivolge a una delle sue stelle, una gemma blu scintillante chiamata Bellatrix, che costituisce una delle due spalle di Orione.

In questa meravigliosa costellazione, non è la più sfavillante dal momento che compete con colossi come Rigel e Betelgeuse. Quando si guarda il Cacciatore, poi, l’occhio cade subito sulla sua celeberrima Cintura e si cerca la Nebulosa che porta il suo nome oltre che la famosissima Testa di Cavallo.

Cionondimeno, Bellatrix, una stella di seconda magnitudine, è comunque una stella di tutto rispetto. A prima vista essa appare bianca, sebbene con una esposizione più lunga mostri il suo colore bluastro che appare in contrasto con la vicina Betelgeuse rossa.

Blu significa caldo. Infatti, la sua superficie raggiunge i 21.750 kelvin, una temperatura difficile da comprendere sulla Terra, sebbene nell’Universo ci siano molte stelle ancora più calde. In confronto, la superficie del Sole è di “soli” 5800 K! Se la Terra orbitasse attorno a Bellatrix, le condizioni di illuminazione sarebbero insolitamente blu. Ma questo sarebbe l’ultimo dei problemi.

Il suo tipo spettrale B2V la denota come di sequenza principale, ma in realtà ha delle caratteristiche delle stelle giganti ma allo stato attuale è semplicemente una stella più calda e più grande del Sole, ed ha ancora milioni di anni prima di entrare nella fase di “gigante”.

La sua luminosità aumenta e diminuisce leggermente nel tempo, sebbene la fluttuazione sia piccola e apparentemente casuale. Ha una massa di circa 8-9 masse solari, a cavallo del limite che denota se diventerà una supernova brillante o se continuerà la sua esistenza come nana bianca. Inoltre, molti fattori, come la quantità di massa che perderà verso la fine della sua vita, difficili da prevedere, potrebbero mutarne il destino.

Mitologia

Secondo la mitologia Orione è il grande cacciatore del mito greco classico e Bellatrix segna una delle sue spalle.

La parola Bellatrix, che in latino significa “guerriera” e in un certo senso, è certamente adatta a una stella posta in una costellazione globalmente associata ad azioni eroiche.  La sua etimologia araba è, letteralmente, “conquistatore”.

È interessante notare che Bellatrix è femminile, un nome che circolava già nell’800 d.C., associato alla stella che oggi conosciamo come Capella (Alfa Aurigae) e venne “donato” dai catalogatori solo alla fine del XV secolo alla stella di Orione, forse perché l’appellativo di guerriera sarebbe stato più adatto per una stella appartenente al Cacciatore.

Bellatrix è talvolta chiamata la Stella dell’Amazzonia, perché il fiume sudamericano ha una connessione con questa stella. Infatti, le società della foresta pluviale la raffiguravano come una canoa pilotata da un ragazzo, con la vicina Betelgeuse che prendeva le parti di un uomo anziano.

Come vederla

Bellatrix è decisamente semplice da individuare. La direzione precisa in cui guardare per scorgerla dipende dal mese e dall’ora della notte, sarà sempre in una direzione approssimativamente meridionale se vista dall’emisfero settentrionale.

Dal momento che questa costellazione non è zodiacale come i suoi vicini Gemelli e Toro, essa scivola lungo il cielo appena sotto l’eclittica e, per questo motivo, la Luna la visita una volta al mese, appena sopra la sua testa. Bellatrix segna la sua spalla superiore ed è spesso accompagnata da un feroce scintillio simile a Sirio o Capella, soprattutto quando la costellazione è bassa nel cielo nelle prime sere di dicembre o gennaio.

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