La Città del Sole a Roma

by Redazione

In occasione dei 400 anni dalla pubblicazione de Il Saggiatore, il trattato di Galileo Galilei edito a Roma nel 1623 che pose le fondamenta del metodo di ricerca sperimentale della scienza moderna, il Museo Galileo di Firenze ha organizzato la mostra “La Città del Sole. Arte barocca e pensiero scientifico nella Roma di Urbano VIII” nello Spazio Mostre di Palazzo Barberini a Roma.

Curata da Filippo Camerota, con la collaborazione di Marcello Fagiolo, La Città del Sole è ideata dal Museo Galileo in collaborazione con le Gallerie Nazionali di Arte Antica, la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma e il Centro di Studi sulla Cultura e l’Immagine di Roma, e si avvale del patrocinio dell’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e del Comitato Nazionale per le celebrazioni del IV centenario dell’elezione di Papa Urbano VIII.

La mostra, in programma fino all’11 febbraio 2024, offre la chance unica di ammirare i testi originali di Galileo e del principe naturalista Federico Cesi, fondatore dell’Accademia dei Lincei, e quelli intercorsi tra Galileo e il Papa Urbano VIII, celebrando i 400 anni dalla pubblicazione del trattato di Galileo che pose i fondamenti del moderno concetto di scienza, basato sull’osservazione e sulla sperimentazione.

Nato da una disputa sull’origine delle comete tra Galileo e il gesuita Orazio Grassi, il Saggiatore confuta i fondamenti della filosofia scolastica sui quali poggiavano le argomentazioni del gesuita, a cui Galileo contrappose la propria concezione di una natura organizzata sulla base di rigorosi princìpi matematici che non ammettono eccezioni.

La mostra offre la presentazione eccezionale di un centinaio di preziose opere originali, dipinti, disegni, incisioni e libri, concesse in prestito da prestigiosissime istituzioni italiane ed estere.

L’esposizione intende mettere in scena il sodalizio tra arti e scienze favorito dalla committenza barberiniana nella capitale del barocco: un vero inno alla vita e al Sole.

L’elezione al soglio pontificio di Maffeo Barberini nel 1623 coincide con la pubblicazione della Città del Sole di Tommaso Campanella, il filosofo che papa Urbano VIII liberò dalla prigionia e accolse tra gli scienziati della sua corte. A quel modello utopistico di Stato gerarchico guidato dal Sole, sommo sacerdote che “comanda tutte le scienze”, sembra ispirarsi il governo assolutistico di Urbano VIII, che non a caso scelse il Sole come elemento araldico associato alle api dell’arme barberiniana. E le api stesse, modello naturale di monarchia assoluta, riconducono a una struttura sociale centralizzata, radiocentrica, come la città campanelliana e il modello cosmologico che gradualmente si avviava ad accogliere il Sole al centro del mondo.

Una delle prime opere scientifiche che salutarono l’elezione di Maffeo Barberini al soglio pontificio – accolta dal mondo scientifico come “una mirabile congiuntura” – fu proprio Il Saggiatore, con l’auspicio di favorire il dialogo sulle nuove scoperte astronomiche. Il felice rapporto si incrinò pesantemente una decina di anni più tardi, quando il Sant’Uffizio processò e condannò lo scienziato toscano, ma nel frattempo le scoperte di Galileo avevano acceso un dibattito straordinariamente importante.

Vedi una presentazione della mostra su YouTube.

Paola Antolini

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