Vi presento Steve

by Marco Sergio Erculiani

Sembra un nastro di luce color malva bordato di verde perso dalla morbida chioma di una dea celeste. In meteorologia viene chiamato Steve (Strong thermal emission velocity enhancemen), ed è un fenomeno ottico atmosferico raro che venne scoperto nel 2015 dai citizen scientist, scienziati amatoriali che hanno osservato e fotografato questo prodigio. Sembra un’aurora polare ma la sua colorazione, localizzazione e durata suggeriscono che non lo sia. Infatti, le aurore polari sono tipiche delle latitudini più estreme. Solitamente questo fenomeno è associato a striature verdi, le Mysterious Green Streaks Below Steve, poste al di sotto di esso. Di cosa si tratta?

Le aurore boreali, la manifestazione settentrionale delle aurore polari, si possono ammirare nei cieli dei paesi nordici e sono dovute all’interazione delle particelle cariche provenienti dal Sole con il campo magnetico terrestre. Questo fenomeno si manifesta in prossimità dei poli magnetici. Le aurore poi sono caratterizzate da un numero ridotto di lampi di colore molto rapidi. Invece, le luminescenze atmosferiche (airglow) sono causate da fattori chimici come la chemiluminescenza, sono presenti a tutte le latitudini e sono costituite da bagliori piuttosto costanti, in termini di durata.

Il nostro Steve non rientra né nell’una né nell’altra categoria. Si può vedere a latitudini molto più basse rispetto alle aurore, dalle quali si distingue anche per una colorazione prevalentemente rosa malva e per una minore durata, circa venti minuti. Non si tratta di atomi eccitati da elettroni che provengono dalla magnetosfera, come nel caso delle aurore, ma si tratta di particelle estremamente calde che sono legate a qualche fenomeno ancora sconosciuto che interessa l’alta atmosfera terrestre.

Si pensa che quelle di colore violaceo siano il risultato di ioni che si muovono a velocità supersonica, mentre le striature verdi potrebbero essere collegate a movimenti vorticosi, come quelli che si osservano nei fiumi. Questi vortici si muovono più lentamente di quelli viola. Questo farebbe pensare a delle turbolenze nello spazio, un mix di particelle e campo magnetico. L’altezza a cui si verificano le misteriose strisce verdi è compresa fra i 100 e i 110 km dal suolo.

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