Le eclissi nell’antichità: l’arte di predire il futuro

by Marco Sergio Erculiani

Le eclissi sono un fenomeno tanto comune quanto complesso. Il fatto che, d’un tratto, il Sole o la Luna smettessero di brillare ha da sempre affascinato ed intimorito le popolazioni che, nel corso della storia, hanno fatto del cielo uno strumento di riferimento per la vita, le colture e la propria spiritualità.

Calcolare esattamente quando e dove sia possibile guardare una eclissi nella sua piena gloria non è proprio una cosa banale. Eppure, lungo l’inesorabile filo che collega il flusso del tempo, da che l’uomo ne ha memoria, gli esseri umani hanno cercato di anticipare e prevedere movimenti del faro che illumina il giorno e di quello che guida i viandanti nella notte.

Se tuttavia il movimento del Sole è abbastanza semplice, la Luna si muove attraverso il cielo con molta più complessità. Una prima complicazione sono le fasi. Essa cresce e cala, anche in dimensioni apparenti, durante il suo viaggio su un’orbita ellittica attorno alla Terra.

Inoltre, la Luna sembra oscillare, apparentemente a casaccio, nel suo viaggio attraverso il cielo. E questo rende estremamente difficile descrivere accuratamente la sua orbita. Anche Isaac Newton ebbe una bella gatta da pelare quando tentò di spiegare il moto della luna.

Eppure, forse proprio per la loro sorprendente complessità, molti popoli antichi hanno tentato di immortalare le eclissi in pittogrammi, in poemi e in molte forme di arte.

Le eclissi di Luna sono differenti. Per esempio, quando la Terra blocca la luce solare che altrimenti illuminerebbe una Luna Piena, la luna oscurata assume una tonalità rossastra. La famosa luna di sangue. E molte culture attribuivano funesti presagi o significati mistici. Durante l’eclissi lunare parziale avvenne anche la caduta di Costantinopoli nel 1453.

Il non-così-mitico ciclo di Saros

Così, per cercare di anticipare questi eventi così importanti, varie culture in tutto il mondo hanno cercato, in modo indipendente, ci capire se ci fosse una legge che legasse la loro ciclicità. Fu scoperto che le eclissi sembravano verificarsi seguendo un ciclo di 18 anni (per la precisione 223 mesi sinodici, cioè 18 anni, 11 giorni, 8 ore e 42 minuti).

Così cominciarono ad apparire documenti scritti dai Babilonesi e dagli Assiri, dall’antica Mesopotamia all’Iraq moderno e altre tradizioni orali in cui il ciclo di 18 anni veniva menzionato. Era infatti anche usato per scopi cerimoniali dagli isolani dello stretto di Torres,  in quella che oggi è l’Australia.

Questo ciclo di 18 anni è noto come ciclo di Saros e può persistere senza sgarrare per oltre mille anni. La parola, di origine babilonese, (šāru) significa 3600 (anni) dal Greco “saro” (σαρῶ) che significa “spazzare”.

Il ciclo di Saros è il tempo necessario affinché il sistema Sole-Terra-Luna ritorni quasi esattamente alla stessa configurazione. Quindi, una eclissi lunare si ripeterà esattamente nella stessa modalità ogni 18 anni. Il problema è che, probabilmente, non sarà visibile dallo stesso luogo della Terra. Questo significa che, in tutto il mondo, c’è un’eclissi solare totale visibile da qualche parte all’incirca ogni 18 mesi.  Durante un saros avvengono 29 eclissi di Luna e 41 di Sole.

Dopo tre Saros, tipicamente, la Terra avrà compiuto un numero intero di rotazioni e le eclissi si verificheranno nuovamente nello stesso luogo. Questo periodo, della durata di 19.756 giorni (circa 54 anni), è chiamato exeligmos ( “giro della ruota” in greco).

È possibile che più sequenze di Saros ripetute si sovrappongono contemporaneamente. Per esempio, l’eclissi solare totale che avverrà nel 2028, visibile da Sidney, fa parte di una sequenza di Saros completamente diversa rispetto all’eclissi di quest’anno. Dopo circa mille anni, quando una sequenza di Saros a lungo termine finirà, un’altra inizierà con tempi leggermente diversi.

È dunque vero che i nostri antenati erano riusciti a calcolare il periodo in cui sarebbero avvenute le eclissi? Per quanto riguarda quelle lunari, la risposta è sì, e forse anche per le eclissi solari parziali. Tuttavia, non ci sono prove convincenti di persone che predissero i tempi e i luoghi delle eclissi solari totali.

Famosa è la predizione di una eclissi solare effettuata da Talete nel 585 a.C, anche se è forse più un caso che frutto di calcoli scientifici.

Gli strumenti dell’epoca

È probabile che il famoso meccanismo greco di Antikythera fosse uno dei primi dispositivi meccanici usati per prevedere il cielo notturno e, con ogni probabilità, il ciclo di Saros. Tuttavia, significativamente, non poteva prevedere le eclissi solari totali in un punto preciso sulla Terra, ma solo i loro tempi.

Il periodo Saros, contrassegnato da un rettangolo rosso, visibile su un frammento del “manuale utente” del meccanismo di Antikythera.

Per la prima vera previsione di un’eclissi solare totale, sia nel tempo che nel luogo, si dovrà aspettare il 1715 quando Edmond Halley predirà correttamente, con uno scarto di quattro minuti e 20 miglia, un’eclissi solare totale avvenuta sopra la sua casa a Londra E lo fece usando le teorie descritte nei Principia di Isaac Newton.

Il percorso dell’eclisse descritto da Halley nel 1715.

Oggi la Nasa utilizza una forma altamente avanzata di una tecnica antica: il riconoscimento dei modelli. Usando 38mila termini matematici ripetuti, è in grado di prevedere sia le eclissi solari che quelle lunari da oggi fino a 1000 anni nel futuro. Oltre questo termine, l’oscillazione della Luna e la rotazione mutevole della Terra rendono la previsione dell’eclissi meno accurata.

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