Pa30, una pirotecnica zombie star

by Marco Sergio Erculiani

Nell’agosto del 2013, l’astronoma dilettante Dana Patchick scopre una nebulosa tra le immagini archiviate dal Widefield Infrared Survey Explorer (Wise) della Nasa.

Sebbene le immagini a infrarossi non mostrino molti dettagli, riesce ugualmente a identificare quella che sembra una nebulosa planetaria e la chiama Pa30 (è la trentesima scoperta da lei).

Quello che non torna, dalle misure, è che questo tipo di nebulose non produce molte onde radio o raggi X, e non ci sono stelle di neutroni o buchi neri al suo interno. Nelle nebulose planetarie, la stella centrale è una nana bianca.

Oggi si pensa che la stella originaria di questo oggetto sia la SN1181, una supernova di magnitudine zero apparsa nel nord di Cassiopea il 6 agosto del 1181 d.C. e registrata dagli astronomi cinesi e giapponesi del periodo, annotando che era svanita lentamente in un periodo di sei mesi.

Si stima che la velocità di espansione misurata della nebulosa sia di circa 11mila chilometri al secondo. Questo, associato alle dimensioni, attesta la sua età a 850 anni.

Ma Pa30 ha anche un altro mistero. La nana bianca centrale ha una temperatura superficiale di circa 200mila gradi e una luminosità pari a 130 volte quella del Sole. In un secolo, quello scorso, la sua luminosità è diminuita di 1,7 magnitudini. Questa stella produce un vento stellare che viaggia verso l’esterno a 16mila chilometri al secondo, il 5% della velocità della luce. Questo vento stellare è veramente spaventoso, se si pensa che le gigantesche e luminose stelle di Wolf-Rayet hanno venti che spirano a poche migliaia di chilometri al secondo al massimo.

Quindi, quale particolare tipo di supernova potrebbe spiegare tutto questo?

Nuove osservazioni nella banda dello zolfo ionizzato hanno dato la risposta, evidenziando delicati filamenti radiali, presumibilmente prodotti quando il vento stellare ha eroso piccoli grumi di gas a bassa velocità espulsi dall’esplosione. Se il parallelo con la SN1181 fosse corretto, il particolare tipo Iax a cui essa appartiene, ovvero quelle a bassa luminosità, ci dice che, mentre le normali supernove di tipo Ia fanno esplodere la nana bianca, quest’ultima lascia dietro di sé una stella residua.

Secondo la teoria, questa stella potrebbe essere stata generata dalla collisione di due nane bianche, una delle quali principalmente fatta di carbonio e ossigeno e l’altra di ossigeno e neon. Insomma: una stella zombie.

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